Muhammad Yunus: dal Nobel per il microcredito alla rimozione

Lo scorso 5 Marzo la direzione della Grameen Bank, prima banca concessionaria di microcredito, è stata scossa dalla decisione del governo bengalese di rimuovere dalla posizione di amministratore delegato il Prof. Mohammad Yunus. Quest’ultimo, fondatore della suddetta banca nel 1976 ed inventore del microcredito, è riuscito a rivoluzionare la finanza indiana e bengalese attraverso un sistema di prestiti fiduciari che in 40 anni ha raggiunto circa 180 milioni di indigenti, la maggior parte dei quali donne (81%).

Il sistema inventato da Yunus, che gli è valso il Nobel per la Pace nel 2006, è piuttosto semplice. Si tratta di prestiti pari a pochi dollari, con interessi irrisori, erogati a famiglie o piccole comunità che cercano di avviare attività di artigianato o cooperative agricole. Il prestito è basato sulla fiducia, dunque non richiede garanzie o referenze particolari; i detentori del capitale della banca sono alcune ONG insieme ai fruitori stessi dei servizi che divengono “azionari”. Si innesca così un circolo virtuoso che continua a sollevare centinaia di migliaia di famiglie da condizioni disperate.

Alcuni recenti sviluppi ed espansioni della Grameen, che ha abbracciato rami della telefonia, del settore energetico, dell’industria alimentare, ne hanno fatto un colosso finanziario con un volume d’affari pari a 7 miliardi di dollari ed i cui introiti sono tutt’altro che trasparenti. L’accusa di evasione fiscale che pende oggi come spada di Damocle sul “banchiere dei poveri” è solo l’ultima di una lunga serie. I detrattori di Yunus, nonché il governo del Bangladesh nella figura del premier Shaikh Hasina, lo accusano di applicare tassi d’interesse esosi sui creditori (in un paese islamico è assimilabile all’usura e dunque condannabile) e di aver superato di ben dieci anni l’età pensionabile. Da qui l’ingiunzione a lasciare l’incarico di direttore della Grameen.

Probabilmente i dissapori fra governo e Yunus possono essere ricondotti alla tensione politica fra il Primo ministro ed il banchiere, che risale al 2007, quando il Nobel per la pace espresse la sua intenzione di scendere nell’arena politica. Inoltre, quest’ostilità potrebbe poggiare sul sospetto di una connivenza di Yunus con l’apparato militare del Bangladesh, che ha costretto Hasina agli arresti domiciliari per anni. Le misure anti-Yunus hanno, dunque, un sapore di regolamento di conti più personale che politico, tuttavia non è ancora chiaro da che parte stia la ragione.

Il banchiere è stato beatificato dall’opinione pubblica internazionale per la sua lotta alla povertà ma continua ad essere oggetto di accuse di evasione fiscale ed usura che fanno pensare ad una certa nebulosità nella conduzione degli affari della Grameen e società sorelle. Ricordiamo a tal proposito, sempre nel solco delle inchieste al Nobel, l’accusa di produzione insieme alla Danone di prodotti caseari dannosi per la salute, l’accusa di diffamazione per alcune sue dichiarazioni sulla politica in Bangladesh ed infine l’accusa di aver sottratto fondi alla Grameen Bank per deviarli su un altro progetto collaterale.

Il 15 marzo sarà esaminato il ricorso del Prof. Yunus, che continua a rimanere saldo nella sua posizione di amministratore delegato, forte del sostegno internazionale al suo lavoro. I suoi avvocati hanno messo a punto una strategia legale senza esclusione di colpi, che insisterà su due punti fondamentali: l’accordo fra la Banca Centrale bengalese e la Grameen, firmato nel 1999, sul rinnovo dell’incarico di Yunus a vita e la non conformità alla legge delle accuse inoltrate dal governo.

Vedremo come si svolgerà l’appello; intanto le sorti del banchiere dei poveri sono sospese ad un filo, potrebbe cadere nel discredito internazionale qualora le accuse fossero fondate, o in caso contrario, uscirebbe vincitore da uno scontro che di legale ha ben poco e che assomiglia, piuttosto, ad una campagna personale e politica condotta da Hasina contro un uomo che, sue testuali parole, “ha succhiato il sangue dei poveri”.

Alessandra Laurito

 

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  1. Cadono tutte le accuse contro Yunus, il premio Nobel inventore del microcredito | Frontiere - 26 aprile 2011

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