Corte di Cassazione: revocata l’espulsione di un cittadino straniero affetto da grave patologia

La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un cittadino tunisino, ha stabilito che non può essere espulso l’immigrato irregolare che segue terapie salvavita in Italia.

La Corte di Cassazione, come riporta il sito dell’Aduc, ha accolto in parte il ricorso di un cittadino tunisino colpito da provvedimento di espulsione confermato dal Giudice di Pace di Miliano nonostante avesse provato, con opportuna certificazione medica, di essere sottoposto a terapia antiretrovirale: terapia non pienamente disponibile in Tunisia.

I giudici della Corte hanno ritenuto che il Giudice di Pace avesse commesso un “errore di diritto” soprattutto per aver addossato l’onere della prova, che le terapie praticate in Tunisia non sarebbero state equipollenti a quelle praticate in Italia, ad un paziente affetto da HIV. In Italia le cure urgenti essenziali e indifferibili vengono garantite anche ai cittadini stranieri irregolari attraverso l’erogazione di un tesserino STP.

Per la Corte di Cassazione “è importante distinguere, al fine di garantire la temporanea inespellibilità, tra interventi indifferibili che rendono inespellibile lo straniero irregolare che di essi necessiti ed interventi sanitari che qualunque straniero può fruire in Italia ove chieda ed ottenga, previa valutazione dell’autorità amministrativa, il previsto permesso di soggiorno per cure mediche”.

I Giudici supremi hanno dunque annullato la sentenza e rinviato il caso al Giudice di Pace per la decisione.

(Programma Integra)

 

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