Treno da Roma per Pisa, salgo… tanta gente, strana… e soprattutto tanta, troppa vigilanza, di tutti i tipi. Due vagoni in più, non numerati, pieni di “loro”. Salgo nel mio scompartimento, mi siedo… arrivano, si guardano intorno, intimiditi, ma sorridenti, quasi eccitati. In quattro si siedono davanti a me (in due sedili) e cominciano a parlare in arabo, mi guardano, gentili e sorridono.
Uno prova a dire due parole in italiano, chiedo “parli francese?”, sì?, bene, allora inizia il nostro viaggio. Mi racconta la loro storia: dal peschereccio in mare fino a Lampedusa, dalla loro “vita” a Lampedusa, a Catania poi e poi Palermo e da li’ in treno fino a Roma e da Roma a Ventimiglia: chissà se la frontiera è aperta, chissà… cerco su internet e non trovo notizie, dopo poco lo chiama suo fratello che gli dice “sì, è aperta”.
Mi chiede come è fatta l’Italia… dove siamo, quanto distanti siamo dalla Francia, da Ventimiglia, quanto distante è Ventimiglia da Nizza, come si fa da Parigi ad arrivare in Svezia passando dall’Inghilterra (sic).
Gli dico: l’Inghilterra è un’isola!
Scherzi?
Certo che no, è un’isola!
Ma tanti amici miei mi hanno detto che per arrivare in Svezia bisogna passare dall’Inghilterra…
Sorvolo e gli dico “credimi”, non ho motivo di mentire, gli apro la mappa dell’Europa su internet, spalanca gli occhi… la Spagna è lì? E la Germania… che grande! L’Italia è magra rispetto alla Francia… Se arrivo a Torino, poi posso andare a piedi in Francia? Forse è meglio che da Ventimiglia… o no?
Gli faccio una lunga lezione di geopolitica europea: dove sono le varie nazioni, quali sono in “Europa” e come si stanno muovendo rispetto all’immigrazione. Mi ascolta attento, fa domande serie e pensierose, poi: mi insegni un po’ di italiano?
E dalla geografia passiamo all’italiano, ma non è facile passare dal francese all’italiano per chi non sa come si scrive il francese e soprattutto non ha la più pallida idea della grammatica.
Mi chiede la traduzioni di frasi essenziali: ho fame, ho sete, ho il permesso di soggiorno, ho perso i documenti, vengo dalla Tunisia, non parlo italiano, parla francese?, devo prendere il treno per…, pane, acqua, latte, non mangio maiale, ho mal di testa, farmacia.
Si rilassa e passa al “faceto”. Ha 22 anni e mi chiede come si dice: come ti chiami, quanti anni hai, sei carina, sei fidanzata, facciamo una festa…
Ride, ride di cuore per un niente. Tutto il vagone è con loro e diventa una babele fantastica tra arabo, italiano, francese e inglese di chi non sa il francese ma vuole lo stesso comunicare con loro.
Due giovani ragazze iniziano a parlare con noi. Alla fine il mio giovane amico mi dice, leggendo gli appunti presi della mia lezione di italiano “due ragazze belle con occhi verdi” e mi guarda soddisfatto!
Gli dico, bravo! E lui chiama le ragazze e ripete la frase con un sorriso grande come tutta la faccia!
Mi racconta il suo lavoro: so cucinare. Mi racconta un sacco di ricette, dal cous cous al tajin… poi arriviamo a Pisa, devo scendere, mi dispiace essere arrivata, avrei continuato a chiacchierare con loro… mi guarda, sorride ancora e dice “sei una brava signora”, mi commuovo… bonne chance mon ami!
Flavia Marzano
Vice presesidente dell’Associazione italiana per l’Open Government e blogger per wired.it



Grazie!
Vorrei ritrovare il mio amico… ma non voglio scrivere il suo nome!
Ieri seduto a tavola mentre guardavamo il tg3 mia moglie mi chiede:” Ma tu ti senti più Italiano o Europeo”, io le ho risposto.” io sono cittadino del MONDO”
Grazie per il racconto del suo viaggio e grazie per la sua disponibilità e gentilezza verso il ragazzo, felice di vivere una grande avventura, ma che aveva veramente bisogno di aiuto umano, per affrontare i grandi pericoli e superarli in un mondo che diventa sempre più disumano…
Spero che lei possa essere ricompensata per il suo interessamento. Le confesso che anch’io avrei fatto altrettanto, anche perchè so il francese…e cerco di aiutare gli stranieri…
Grazie di cuore. Anna
Mi piace e mi ricorda John Donne
“.. perciò non mandare a chiedere per chi suona la campana, essa suona per te”