In Turchia sono terminate le elezioni e per la terza volta consecutiva ha vinto il premier Recep Tayyip Erdogan, un trionfo a metà dato che la vittoria è stata ottenuta solo nei consensi e non nei seggi. A causa della legge elettorale, il capo dell’esecutivo islamico-moderato Erdogan, si trova in una situazione paradossale: Il suo partito ha fatto il pieno dei voti con il 50% ma il leader potrà contare soltanto su 326 deputati a fronte dei 367 che Erdogan sperava di portare nel nuovo parlamento per operare la riforma costituzionale, tra cui il presidenzialismo. Soddisfazione da parte anche dell’opposizione che ha registrato un netto miglioramento rispetto alle elezioni del 2007: il Chp sotto la guida di Kemal Kilicdaroglu ha sfiorato il 26% riscattandosi dal deludente 20% del 2007. Anche il Mhp ha conservato invariati i consensi nonostante lo scandalo sessuale scoppiato circa un mese fa, che ha portato due membri del partito, Ihsan Baruct e Bulent Didinmez a dimettersi. Ottime notizie invece per la minoranza curda che entra in parlamento con una coalizione indipendente che ha ottenuto 36 seggi. Anche il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso e il Presidente del Consiglio UE Herman Van Rompuy si congratulano con i premier turco Erdogan per l’esito delle elezioni. “I risultati aprono la strada ad un ulteriore rafforzamento delle istituzioni democratiche della Turchia ed al proseguimento della modernizzazione del Paese, in linea con gli standard e i valori europei”, cosi scrivono in un messaggio al capo del governo di Ankara, i due leader europei. Proseguono: “siamo convinti che il periodo che viene offre nuove opportunità per ulteriori riforme, incluso il lavoro su una nuova Costituzione nello spirito della più ampia consultazione possibile, di dialogo e compromesso, e per rafforzare la fiducia tra la Turchia ed i Paesi membri dell’Unione europea”.

