Salvare i migranti non è reato, lo dice il Tribunale di Agrigento

La loro storia è quella che ha ispirato Terraferma di Emanuele Crialese. Nel 2007 Abdelkrim Bayoudh e Abdelbasset Zenzeri, i capitani di due pescherecci tunisini, trovarono 44 persone su una carretta in balia delle onde. Li accolsero nelle proprie imbarcazioni e si diressero verso l’Italia, disobbedendo alle indicazioni della Capitaneria di porto.

I due erano inizialmente accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a fini di lucro. Caduto quel capo di imputazione era però comunque rimasto in piedi quello di resistenza a pubblico ufficiale, per cui avevano ricevuto in primo grado una condanna a 2 anni e 6 mesi. Ieri 21 settembre il Tribunale di Agrigento ha emesso la sentenza: assolti perché il fatto non costituisce reato.

In prima linea per la tutela dei due capitani si sono battuti soprattutto Borderline Sicilia e gli avvocati Leonardo Marino e Giacomo La Russa. “Il tribunale finalmente ha riconosciuto l’innocenza di queste persone”, afferma Marino. “Aspettiamo di conoscere i particolari del dispositivo, con le motivazioni che usciranno tra 90 giorni. Ma evidentemente è stata presa in considerazione la nostra tesi, quello che sosteniamo da tanti anni: nella mente dei pescatori”, continua l’avvocato “c’era solo una cosa, la volontà di porre fine a uno stato di necessità, perché quelle persone stavano rischiando la vita”.

 

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