di Bruno Tamiozzo
Dopo esser partito da Thodupuzha e ed aver preso la strada che da Mysore lo porterà a Bangalore, continua il viaggio di Bruno Tamiozzo alla scoperta dell’India vera e autentica.
Questo non è un libro, non è un romanzo ed io non sono uno scrittore, sono semplicemente un fotografo, arrivato in India con il desiderio ed il sogno di trovare un contratto di lavoro con un’agenzia fotografica o con una testata giornalistica. Questo vuol essere solamente il mio modo di ricordare un viaggio, un viaggio fatto a bordo di una moto, alla volta di Nuova Delhi, nello stato omonimo nell’India del Nord, dove un appuntamento con un’agenzia fotografica internazionale mi attendeva. Un viaggio fatto di speranze, di sogni, di esperienze positive e negative che ognuno di noi può incontrare lungo un percorso fatto di tanti km, soprattutto se lo si vive a bordo di un mezzo proprio.
Terzo giorno – 14 Febbraio 2012
Dopo esser uscito dall’albergo, lasciando 10 Rupie di mancia al ragazzo che mi ha portato fuori la moto dalla Hall dell’albergo, sono partito alla solita ora, 6:00 del mattino, alla volta di Hyderabad, nello stato del’ Andhra Pradesh.
Il viaggio è andato piuttosto bene, nulla di particolarmente diverso dal giorno precedente, paesaggio arido e roccioso, ed il mio occhio sinistro che fatica a rimaner aperto e non riesce a tornare al lavoro come si deve… ma è solo passata una nottata.
La giornata è volata via in fretta con i suoi 400 km percorsi, 50 dei quali a cercar la strada per Angpur (meta di domani), che avrei voluto raggiungere, dopo aver trovato un traffico assurdo all’interno della città di stampo “arabo”.
La maggior parte degli abitanti di Hyderabad, sono infatti di religione mussulmana e già il nome stesso della città, evoca ricordi di paesi arabi.
Altro fattore di rilievo della giornata odierna è legata alle spese, infatti la suddivisione è la seguente:
1.300 Rupie di petrolio, 350 Rupie del pranzo, 1.650Rupie di albergo (dopo che mi ero stancato di star in mezzo al traffico), 350 Rupie tra l’andare e tornare dall’albergo e “Charminar” (che vuol dire quattro minareti) e viceversa, dove o scattato qualche immagine ma niente di particolarmente esaltante.
Questa è stata la giornata, come ho detto, nulla di così importante da annotare. Vediamo come andrà domani, dopo la sveglia alle 5:00 per percorrere 510 Km alla volta di Nagpur, città del Maharashtra, chiamata anche la “Santra Nagari” che in lingua Marathi significa “Città delle arance”.



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