”Brutto straniero tornatene a casa tua”, così un giovane di 19 anni ha apostrofato un 50enne indiano sulla metro B, prima di aggredirlo fisicamente con botte e testate al naso. Nazir Rafiq Ahmad, questo il nome della vittima dell’aggressione xenofoba avvenuta ieri, giovedì 12 aprile, su un vagone della metro B a Roma, tra le fermate Termini e Cavour, è un docente di inglese che vive a Roma da undici anni. Il docente è attualmente ricoverato nel reparto ‘Maxillo-facciale’ dell’Ospedale San Giovanni con una frattura delle ossa nasali. La polizia, secondo quanto si apprende dall’Ansa, ha denunciato un giovane di 19 anni ma ha al momento escluso un movente razziale per l’aggressione. Affermazione, quest’ultima che lascia perplessi alla luce, soprattutto, delle parole e degli insulti che l’aggressore ha rivolto alla sua vittima.
Roma, insulta e picchia il professore indiano. La polizia: “Non è razzismo”
5 Responses to “Roma, insulta e picchia il professore indiano. La polizia: “Non è razzismo””
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20 aprile 2012
[...] tra le altre all’aggressione avvenuta a nei giorni scorsi sulla metro a Roma ai danni di un docente indiano, in Italia dal 2001, da parte di un diciannovenne che “dovrebbe essere un nativo [...]




nooooo, non e’ razzismo…
e’ solo un giovincello che vuole divertirsi un po’…
se questo succedesse in UK, germania, Francia sarebbe un fatto gravissimo.
a Roma e’ normale comportarsi cosi???
Prima che qualcuno comincia a discriminare Roma e i Romani. Veramente sono cose che non dovrebbero succedere, ma capitano anche in nord italia. I razzisti stanno ovunque come al nord che ci sono i leghisti padani, che disprezzano tutta la terra italiana che si estende dal po’ in giù.. Nonostante siano i cittadini italiani stessi a stipendiarli (compresi anche i romani).
Ciao Professore, coraggio che il mondo, e tu lo sai, e’ meglio di quello che capito quell’ignorantello che ti ha aggredito. Spero che la tua scuola sappia rieducarlo con un paio di anni di lavori socialmente utili, magari il doposcuola ai piu’ piccoli e vedrai che ci penseranno loro a sbrinare il cuore e a te che sappiano riconoscere l’importanza di rilanciare il bisogno di dare risposte non banali alla violenza razzista promuovendo un progetto che mi piacerebbe coordinassi tu. Ti voglio bene prof. Gio
Se ci fossi stato io su quella metro l’avrei ammazzato con le mie mani quel bastardo codardo capace di prendersela con un pover uomo di un altro paese!!! Ste cose mi mandano il sangue al cervello Mammamia le botte che gli avrei dato altro che intimarlo a fermarsi…solidarietà per il professore