Caso marò, De Mistura: “Non sono demoralizzati”

Su istruzioni del Ministro Giulio Terzi, l’Ambasciatore d’India a Roma, Debabrata Saha, è stato convocato questa mattina alla Farnesina dal Direttore Generale competente per le questioni asiatiche, Giandomenico Magliano. Presente anche il Vice Capo di Gabinetto, ministro plenipotenziario Andrea Tiriticco.

A renderlo noto è stato un comunicato della Farnesina in cui si sottolinea che al “capo missione indiano è stata significata con fermezza l’inaccettabilità degli sviluppi giudiziari relativi ai militari italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, con particolare riferimento ai capi d’imputazione”. “È stato nuovamente ribadito che si tratta di organi dello Stato italiano impegnati in operazioni antipirateria i quali godono quindi di immunità, e che la normativa internazionale attribuisce chiaramente all’Italia la competenza giurisdizionale in quanto la nave italiana “Enrica Lexie” si trovava in acque internazionali. È stata quindi reiterata la sollecitazione del governo italiano a che il caso venga deferito alla Corte Suprema Federale di New Delhi, ove è pendente il giudizio sulla competenza giurisdizionale e quello sulla immunità funzionale”.

Intanto il sottosegretario Staffan De Mistura ha incontrato i marò. “Sono a conoscenza delle notizie riguardanti i capi di accusa presentati contro di loro dalla polizia del Kerala, ma non sono demoralizzati perché hanno percepito il senso della ferma risposta italiana.

Al termine di un nuovo incontro con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nel carcere di Trivandrum, De Mistura ha detto di averli trovati rinfrancati e rafforzati dalla percezione chiara di una risposta da parte del governo italiano ad accuse assurde contenute nel dossier consegnato dal commissario Ajith Kumar alla magistratura di Kollam. Il lungo colloquio fra il sottosegretario ed i due fucilieri del San Marco, che come sempre erano in tuta mimetica e basco, è avvenuto in una sala annessa al carcere ed è durato per oltre un’ora. “Ho voluto spiegare ai marò – ha continuato il sottosegretario – che l’Italia non se ne è stata con le mani in mano in questa vicenda e non lo farà mai: per tre volte il presidente del Consiglio Mario Monti ha parlato con il collega indiano Manmohan Singh, poi ci sono state le visite dei ministri degli Esteri e della Difesa, Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola, e anche i miei tre viaggi”. Tutto questo, ha sottolineato, “per cercare di ottenere che le autorità locali comprendessero che questo è un caso internazionale e che militari in servizio vanno giudicati soltanto nel loro paese”.

Luca La Gamma

 

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