Tornano a farsi sentire le voci sul presunto finanziamento da parte di Gheddafi verso Nicolas Sarkozy, nella corsa per l’Eliseo nel 2007. Già prima della caduta del regime il secondogenito del dittatore, Seif al Islam, aveva denunciato i finanziamenti ai microfoni di Euronews. Ora la notizia è tornata a galla. A far esplodere la miccia è stato Bechir Essid, avvocato dell’ex primo ministro libico al-Baghdadi al-Mahmoudi, che ad Associated Press ha confermato le transazioni finanziarie. L’ex premier, dalla sua cella in Tunisia, ha affermato che il regime del Raìs avrebbe trasferito 50 milioni di euro attraverso la ‘Libya Africa Investment Portfolio’, un fondo sovrano libico attraverso la quale la Libia effettuava i suoi investimenti in Africa.
A diffondere la notizia è stato Mediapart, pubblicando un articolo in cui afferma di essere in possesso di un documento del 2006 firmato da Moussa Koussa, al tempo capo dell’Intelligence del regime, in cui si notifica l’offerta dei 50 milioni da parte di Gheddafi a favore della campagna di Sarkozy. Nonostante le affermazioni del sito e quelle dell’ex premier, Nicolas Sarkozy ha dichiarato: “È un’infamia, un’infamia. Quando penso che ci sono giornalisti che osano dare credito al figlio di Gheddafi e ai servizi segreti di Gheddafi. Cinquanta milioni? E perché non cento milioni, allora, per una campagna che ne è costata appena venti.” E, preso da un impeto pre-elettorale, Sarkozy ha denunciato Mediapart per “falsificazione” e “pubblicazione di notizie false”. Di tutta risposta ieri il sito ha sporto una controdenuncia ai danni del presidente uscente, accusandolo di calunnia.



