L’India in moto, diario di un viaggio – parte 8

di Bruno Tamiozzo

Dopo esser partito da Thodupuzha e ed aver preso la strada che da Mysore lo porterà a Bangalore, passando per Hyderabad e Jabalpur continua il viaggio di Bruno Tamiozzo alla scoperta dell’India vera e autentica.

Questo non è un libro, non è un romanzo ed io non sono uno scrittore, sono semplicemente un fotografo, arrivato in India con il desiderio ed il sogno di trovare un contratto di lavoro con un’agenzia fotografica o con una testata giornalistica. Questo vuol essere solamente il mio modo di ricordare un viaggio, un viaggio fatto a bordo di una moto, alla volta di Nuova Delhi, nello stato omonimo nell’India del Nord, dove un appuntamento con un’agenzia fotografica internazionale mi attendeva. Un viaggio fatto di speranze, di sogni, di esperienze positive e negative che ognuno di noi può incontrare lungo un percorso fatto di tanti km, soprattutto se lo si vive a bordo di un mezzo proprio.

Giornata del 21 Febbraio 2012

Questa mattina, anche se la distanza da percorrere era di soli 200km, mi sono comunque svegliato presto, forse per l’abitudine presa nei giorni passati.

Dopo aver salutato i ragazzi della struttura ed aver caricato il tutto, sono partito alla volta di Nuova Delhi. La voglia di arrivare a Delhi era molto forte, per via del fatto che il mio viaggio è nato proprio per giungere in questa città per incontrare il responsabile dei fotografi di una grande agenzia fotografica internazionale.

Dopo quattro ore di guida, eccomi giunto al palazzo dove ha sede l’agenzia e dove incontro colui che si occupa di tutti i miei colleghi in India ed Asia del sud.

Inizio a parlare del viaggio intrapreso per raggiungere l’agenzia e dopo esser rimasto un pò sbalordito, abbiamo visionato qualche mio lavoro, fermandosi particolarmente sulle immagini dei pescatori del Kerala, lavoro che potrebbe interessare l’agenzia.

Naturalmente si è parlato anche di lavoro e delle mille difficoltà di ottenere un visto di lavoro e relativo contratto, cosa che per ora non interessa la stessa agenzia in quanto già coperti su gran parte del territorio da fotografi indiani.

Comunque “K”, così voglio chiamare il responsabile fotografi, senza utilizzare il nome vero che potrebbe ricondurre all’Agenzia di cui non voglio assolutamente far pubblicità, disponibile e preciso, non mi ha negato il fatto di una possibile collaborazione e mi ha detto di comunicargli il mio ritorno in Kerala per il progetto sui pescatori.

Così, dopo averlo ringraziato, seppur con un filo di dispiacere e delusione per i tanti km fatti appositamente per realizzare il sogno di far strada nel mondo della fotografia in qualità di reporter, ho deciso di non rimanere a Delhi, ma di riprendere immediatamente il mio viaggio per tornare il prima possibile verso “casa”, per riprendere il lavoro che potrebbe darmi una possibilità.

Così, dopo aver messo petrolio, per un totale di 1000 Rupie oggi, sono partito alla volta di Jaipur, famosa per la sua roccaforte che però con il buio, non ho potuto vedere.

Poco male, vorrà dire che avrò una scusa futura per tornare.

Trovata in città una guest house ed aver preso una stanza per 400 rupie, mi sono fatto una doccia due passi per la città buia, una cena al volo e via a riposare, che domani mi attendono altri 580km.

Come già ho scritto, mi spiace di non poter “vivere” a pieno questo viaggio, ma i fondi non sono illimitati e la mia permanenza in India, per ora è legata al discorso professionale in primo piano.

Non mi fa impazzire questa cosa, perché vorrei vivere pienamente ogni posto che visito e conoscere le persone che incontro, ma questo non vuol dire che io possa farlo non appena riesca a trovare una piccola stabilità economica che mi consenta di fermarmi a “conoscere”, invece che correre ogni giorno, senza comprender nulla…. Ma chi voglio prendere in giro… in realtà sono stato sempre estremamente frettoloso nel fare ogni cosa, senza dare importanza necessaria ad ogni cosa che facessi, cosa che mi lascia un senso di vuoto dentro, come se la mia vita fosse stata solamente una frenetica corsa, alla ricerca di cosa poi… visto che vicino a me, solo figure ed immagini sfocate raccontano la mia vita, nessun ritratto, nessun primo piano, nessuna lunga esposizione che possa catturare istanti e particolari della mia esistenza.

Per ora…buona notte caro diario. A domani.

 

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