di Bruno Tamiozzo
Continua il viaggio di Bruno Tamiozzo alla scoperta dell’India vera e autentica, un percorso on the road che il fotografo racconta in esclusiva ai lettori di Frontiere News.
Questo non è un libro, non è un romanzo ed io non sono uno scrittore, sono semplicemente un fotografo, arrivato in India con il desiderio ed il sogno di trovare un contratto di lavoro con un’agenzia fotografica o con una testata giornalistica. Questo vuol essere solamente il mio modo di ricordare un viaggio, un viaggio fatto a bordo di una moto, alla volta di Nuova Delhi, nello stato omonimo nell’India del Nord, dove un appuntamento con un’agenzia fotografica internazionale mi attendeva. Un viaggio fatto di speranze, di sogni, di esperienze positive e negative che ognuno di noi può incontrare lungo un percorso fatto di tanti km, soprattutto se lo si vive a bordo di un mezzo proprio.
Giornata del 27 Febbraio 2012
Ciao amico mio, questa mattina mi sono svegliato presto, solamente perché il pensiero della mia principessa mi ha fatto girare e rigirare nel letto fino a quando ho deciso di alzarmi.
Dopo essermi preparato ed aver rimesso in ordine le mie cose negli zaini, esco dall’albergo e con un tuc tuc mi dirigo verso l’officina in cui la mia principessa attende di esser sottoposta ad una “visita”.
Il meccanico smonta velocemente la testata, controllando valvole e pistone, si accorge che qualcosa non va nella pompa dell’olio, che non fa circolare lo stesso nel motore, così smonta il blocco della pompa e mi fa notare come i denti degli ingranaggi della stessa siano rovinati e non facciano presa con l’albero motore che con una serie di ingranaggi forza l’olio a girare nei cilindri.
Cambia il pezzo, prendendone uno nuovo e mi riferisce che quel pezzettino di 300 rupie di costo (circa 5€) è la causa della rottura dei cuscinetti dell’albero che mi costerà la bellezza di 13.000/15.000 rupie di riparazione.
Mi spiega infatti che il costo è elevato perché il motore deve esser spedito alla casa madre e rettificato completamente.
Rimango esterrefatto da tale notizia e come avvenuto con il meccanico precedente, riferisco a questo di riparare in un qualche modo il mio mezzo per
poter raggiungere Thodupuzha, così si mette al lavoro e dopo aver sostituito degli ingranaggi e dopo aver pulito le valvole, intasate dei micro pezzi di ingranaggi della pompa dell’olio messi in circolazione, richiude il tutto e fa ripartire la principessa.
Il tutto naturalmente ha un costo, 2.500 rupie, date senza ombra di perplessità al meccanico che dopo 8 ore di lavoro ha riportato in vita la mia moto.
Saluto i ragazzi dell’officina ed il “master” che mi ha rimesso in strada e dopo aver caricato il tutto, alle 17:00 parto alla volta di Thodupuzha, mia meta finale.
Le strade, a me già note, scorrono velocemente e mentre il pistone rimbomba all’interno del cilindro per via del cuscinetto rotto, il mio sorriso prende vigore per l’idea di raggiunger finalmente casa.
Dopo 7 ore e più di viaggio, affrontato nelle ore buie, con un mezzo al limite delle sue funzionalità, con un occhio che non risponde ai comandi dettatigli da madre natura e da una stanchezza mentale e fisica indescrivibile, arrivo finalmente in città e nel mio alloggio, fermo la moto, scarico il tutto e prendendo la chiave della stanza, mi volto indietro, verso la mia Principessa per un ultimo ringraziamento.
Buona notte diario, buona notte Bruno.


