Le dieci canzoni contro la guerra più belle di sempre

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La musica è da sempre uno strumento di denuncia sociale e molto spesso le canzoni si sono trasformate in un inno per intere generazioni. Oggi lo slogan “Peace&Love”, lanciato negli anni ’60 dai figli dei fiori, ci fa sorridere impregnati come siamo del cinismo contemporaneo. Forse sarebbe però il caso di recuperare un po’ della nostra innocenza, innocenza che ci darebbe la forza di indignarci di fronte alle 33 guerre in corso in questo momento nel mondo. La più sanguinosa è sicuramente la guerra civile scoppiata nel 2011 in Siria che fino ad oggi ha causato più di 100 mila morti e circa 2 milioni di profughi, di cui la metà sono minori. Abbiamo pensato di stilare una classifica delle 10 più belle canzoni scritte contro la guerra, con l’augurio che un po’ di sano pacifismo d’annata ci aiuti a non considerare la guerra come qualcosa di inevitabile.

10. Zombie – Cranberries
Tratta dall’album “No Need to Argue” del 1994, è il più grande successo di questa band irlandese. La canzone è una chiara denuncia delle violenze causate dal conflitto in Irlanda del Nord ed in particolare è stata scritta dalla cantante Dolores O’Riordan all’indomani dell’attentato terroristico organizzato dall’Ira a Warrington, in Gran Bretagna, in cui un bambino di 12 anni, Timothy Perry, perse la vita. Gli zombie a cui si fa riferimento nella canzone sarebbero tutte quelle persone ormai assuefatte alla violenza.

Frase celebre: “Quando la violenza causa silenzio, vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa”

9. Civil war – Guns N’ Roses
Originariamente inserita nell’album di beneficenza per gli orfani della Romania “Nobody’s child” (1990), è stata poi pubblicata nell’album “Use your illusion II” del 1991. Scritta dal cantante Axl Rose e dal chitarrista Izzy Stradlin, si scaglia contro la guerra che “serve solo a nutrire i ricchi e a far morire di fame i poveri”. Nel testo si fanno riferimenti a Martin Luther King, all’assassinio di J.F. Kennedy ed al Vietnam.

Frase celebre: “Ma poi cosa c’è di civile in una guerra?”

8. Give peace a chance – Plastic Ono Band (John Lennon)
Questo singolo della Plastic Ono Banda fu scritto nel 1969 da John Lennon durante la protesta pacifista “Bed-in” organizzata con Yoko Ono contro la guerra nel Vietnam. Durante la loro luna di miele, invece di un sit-in la celebre coppia decise di organizzare un bed-in, rimanendo a letto per 2 settimane ed invitando giornalisti e artisti nella loro camera d’albergo prima ad Amsterdam e poi a Montreal. Quando un giornalista chiese loro cosa pensassero di ottenere standosene a letto, Lennon rispose spontaneamente: «All we are saying is give peace a chance» (Tutto quello che stiamo dicendo è date una possibilità alla pace); a Lennon la frase piacque e decise di farci una canzone.

Frase celebre: “Date una possibilità alla pace”

7. Volunteers – Jefferson Airplane
Inserita nell’album “Volunteers” (1969), il sesto della band americana, questa canzone parla della rivoluzione pacifista che nel 1969 era in corso in tutti gli Stati Uniti. Uno dei versi più belli funziona solo in inglese: “One generation got old, one generation got soul”. Una generazione sta invecchiando (quella dei padri, conformista e conservatrice) mentre un’altra generazione sta creando un’anima e una coscienza (quella dei giovani americani dell’estate dell’amore).

Frase celebre: “Guarda cosa sta succedendo fuori nelle strade, c’è la rivoluzione, vai alla rivoluzione”

6. Sunday bloody sunday – U2
Scritta da Bono e inserita nell’album “War” (1983), la canzone parla del Bloody Sunday, la “domenica di sangue” che si verificò il 30 gennaio 1972 nella città nordirlandese di Derry (Londonderry). Quel giorno l’esercito del Regno Unito sparò sui partecipanti ad una manifestazione uccidendo 14 persone disarmate e ferendone altre 14. Bono all’epoca dei fatti aveva 11 anni e rimase profondamente colpito dalla violenza insensata di quella giornata.

Frase celebre: “Per quanto tempo dovremo cantare questa canzone?”

5. War pigs – Black Sabbath
Inserita nel celebre album “Paranoid” (1970), la canzone si scaglia con veemenza contro le guerre, da sempre combattute dai poveri ma causate dai ricchi e dai potenti (war pigs) per salvaguardare i loro interessi.

Frase celebre: “I maiali della guerra strisciano sulle ginocchia, implorando pietà per i loro peccati. Satana, ridendo, spiega le ali”

4. Eve of destruction – Barry McGuire
Scritta da P. F. Sloan, è stata portata al successo da Barry McGuire nel 1965. Il brano è un avvertimento su una possibile apocalisse imminente ed è considerata da molti come il più alto esempio di “canzone di protesta”. Nel testo vengono fatti riferimenti alla guerra fredda, alle armi nucleari e ai movimenti per i diritti civili.

Frase celebre: “Ma dimmi amico, ancora ed ancora: non credi che siamo al principio della fine?”

3. Miss Sarajevo – Luciano Pavarotti & Bono
Questo singolo è estratto dall’album del 1995 “Original Soundtracks 1” degli U2 e Brian Eno, sotto lo pseudonimo Passengers. Al brano partecipa anche Luciano Pavarotti. “Miss Sarajevo” è una protesta contro il conflitto armato scatenatosi in Bosnia Erzegovina, in cui si critica l’atteggiamento della comunità internazionale assolutamente incapace di fermare le ostilità o fornire aiuto alle vittime.

Frase celebre: “Non so più pregare e nell’amore non so più sperare”

2. Imagine – John Lennon
Forse la canzone più famosa della storia della musica. Pubblicato nel 1971, il brano viene solitamente letto in chiave pacifista, ma lo stesso Lennon ammise che i contenuti del testo di Imagine la avvicinano più al Manifesto del partito comunista che a un inno alla pace. La canzone parla infatti di una società in cui non trionfino i valori del materialismo, dell’utilitarismo e dell’edonismo. Lennon affermò che il brano, “pur essendo anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, viene accettato solo perché è coperto di zucchero”.

Frase celebre: “Immagina che tutti vivano la loro vita in pace”

1. Blowing in the wind – Bob Dylan
Scritto nel 1962 e pubblicato l’anno successivo nell’album “The Freewheelin’ Bob Dylan”, questo brano è da molti considerato il manifesto della generazione dei giovani statunitensi disillusi dalla politica portata avanti negli anni cinquanta e sessanta dal loro paese e sfociata dapprima nella guerra fredda e poi nella guerra del Vietnam.

Frase celebre: “Quante strade deve percorrere un uomo prima di essere chiamato uomo?”

 

di Manuele Petri

Ascolta anche le dieci canzoni scelte dai lettori di Frontiere News

Una lista alternativa (credo ci sia tutto su you tube e wikipedia)
enjoy
Dead Kennedy – Kill The Poor
Red Krayola – War suck
Pearl Before – Shine Drop out
Metallica – Disposable Heroes
Henry Cow – War
Neil Young – Ohio
Clash – Hate and War
Stiff Little Fingers Tin Soldiers
Bad Religion – I Want To Conquer The World
Fucktotum – Giro Immondo

Tutte belle, ma io ci aggiungere qualcosa di casa nostra come La guerra di Pietro di De Andrè e Non in mio nome della Casa Del Vento

Non conoscevo la canzone Le Déserteur. l’ho ascoltata e mi è piaciuta molto. Merita davvero di essere inserita nel gruppo!

Clamorosamente dimenticata la prima vera canzone antimilitarista, un capolavoro francese, LE DESERTEUR scritto da Boris Vian nel 1956 al tempo di Diem Bien Phu e dell’Algeria. Fece tanto infuriare De Gaulle che fu messa all’indice e migliaia di 45 giri vennero distrutti.
Qui la versione originale col testo francese. Su YouTube si trovano anche la bella e rara versione tradotta da Luigi Tenco (Padroni della Terra) e quella più nota di Giorgio Calabrese per Ivano Fossati e altri. http://youtu.be/gjndTXyk3mw