Violenza sessuale, il Marocco abolisce le “nozze riparatrici”

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È stato approvato in Marocco un emendamento alla legge sulle nozze riparatrici, abolendo la possibilità per uno stupratore di evitare il carcere sposando la sua vittima. Questa prassi era finora attuata in conformità all’articolo 475 del codice penale marocchino. La decisione del Parlamento giunge a due anni dal suicidio di Amina el-Filali, una ragazza di 16 anni che si rifiutò di accettare un matrimonio “riparatore” con l’uomo che la stuprò.

Il caso di Amina scosse la coscienza del popolo marocchino e l’opinione pubblica internazionale iniziò a chiedere con forza una modifica della legislazione. Il governo appoggiò l’idea e nel marzo del 2013 la Camera si espresse favorevolmente; in attesa di un’approvazione definitiva dell’emendamento, le organizzazioni per i diritti umani hanno continuato a fare pressione e sensibilizzazione.

Hassiba Sahraoui, vice direttore di Amnesty per Medio Oriente e Nord Africa, ha sottolineato che il Marocco ha ancora “bisogno di una strategia globale per proteggere le donne dalla violenza” e auspica che anche “Algeria e Tunisia si incamminino sulla stessa strada”.