Il sindaco che rinuncia a indennità e rimborsi per aiutare gli anziani

FacebookTwitterGoogleTumblrLinkedInPinterest


Appena insediato ho deciso di rinunciare all’indennità mensile che mi spetterebbe come sindaco, pari a 970 euro. Non solo: ho convinto il vice sindaco a fare la stessa cosa ed anche i consiglieri comunali

Niente più indennità, rimborso spese e telefono cellulare. Mauro Riccioni, giovane sindaco di Gagliole (provincia di Macerata), aveva ereditato una disastrosa situazione dei conti pubblici quando, nel nel maggio scorso, era stato eletto.

La sua sfida, appena insediato, è stata quella di eliminare il deficit senza gravare sulle tasche dei cittadini né tagliando i servizi. A Fanpage ha raccontato: “Ho deciso di rinunciare all’indennità mensile che mi spetterebbe come sindaco, pari a 970 euro. Non solo: ho convinto il vice sindaco a fare la stessa cosa ed anche i consiglieri comunali”. Le migliaia di euro risparmiate in questo modo sono servite per pagare l’assistenza domiciliare a tutti gli anziani; da marzo, inoltre, i bambini delle scuole materne ed elementari non dovranno pagare neppure un euro per la mensa.

150mila euro in 8 mesi ricorrendo a bandi comunitari e auto-austerity. “Certo”, ha dichiarato il sindaco, “per arrivare a questo risultato abbiamo rinunciato alle luminarie natalizie, ma nessuno si è lamentato. Hanno capito che l’obiettivo era più ambizioso e serio. Abbiamo anche annullato tutte le consulenze esterne, che costavano fior di quattrini. Quando ne abbiamo bisogno consultiamo i dipendenti comunali, che hanno tutte le competenze necessarie per affrontare ogni situazione”.