Portogallo in autostop

di Daniele Coltrinari

Dopo la “prima” Volta nel 2013 e quella dello scorso anno del 2014, Daniele Coltrinari e Luca Onesti, autori e ideatori di Sosteniamo Pereira –www.sosteniamopereira.org– il sito che si occupa a 360 gradi di Lisbona e Portogallo (Reportage, storie, politica, cultura e altro ancora) per #laterzaVolta consecutiva seguiranno la Volta a Portugal, la più importante competizione ciclistica a tappe portoghese. Nasce un crowdfunding per sostenere un reportage a puntate che sarà pubblicato tra il 29 luglio e il 9 agosto, il periodo nel quale si svolgerà la Volta a Portugal, su Frontiere News 


Nel 2013, quando abbiamo seguito la Volta con i mezzi pubblici, treno e autobus, ci è capitato a volte di utilizzare la “boleia”, in italiano autostop, per spostarci da un arrivo di tappa a un altro durante la competizione. Era Il 15 agosto 2013, un ferragosto che capitava di giovedì e il percorso di giornata prevedeva la partenza da Termas de Monfortinho e l’arrivo a Gouveia, per un totale di 176,3 km circa con diverse salite presenti durante la tappa. La vinse lo spagnolo Raul Alarcon grazie a una fuga iniziata da lontano, e noi per assistere all’arrivo abbiamo dovuto utilizzare la “boleia” – non c’erano collegamenti pubblici in quel tratto – per raggiungere Gouveia. Alloggiavamo infatti in una città non troppo distante, Viseu. Quello che ci è rimasto impresso nella mente ancora oggi, fu vedere diversi punti di un parco boschivo che portava il segno di incendi molto recenti. Gouveia è un paese situato all’interno del Parque Natural da Serra da Estrela e, come ci hanno successivamente spiegato alcuni tifosi, diversi anni fa questo parco aveva un aspetto molto diverso, con boschi molto fitti, mentre adesso appariva piuttosto brulla e con poca vegetazione. Al termine della gara, per tornare a Viseu, come ci era capitato più volte in quell’estate del 2013, e come avevamo fatto in mattinata,  avremmo dovuto ricorrere ancora una volta alla “boleia”. Se all’andata eravamo stati fortunati, dopo pochi minuti avevamo incontrato un’automobile dell’organizzazione della Volta che ci portò senza problemi a Gouveia, stavolta, dopo più di un’ora di attesa, stavamo perdendo la speranza e ormai il sole stava tramontando definitivamente, ed ecco che si ferma una macchina. Un’automobile sportiva, una golf cabriolet, alla guida una donna di bell’aspetto, sui 40 anni, lunghi capelli neri e grandi occhi verdi, orgogliosamente portoghese. Ci carica e ci chiede chi siamo e perché andiamo a Viseu, sua città natale e dove vive attualmente con suo marito e i suoi tre figli. “Di autostop ne ho fatti tantissimi, soprattutto quando sono stata in giro per sei mesi in Sud America, da Santiago del Cile alla Patagonia” – raccontava Paula, mentre noi eravamo anche un po’ preoccupati della sua guida, non perché guidasse male, anzi, solo che adesso comprendevamo perché avesse una macchina sportiva. Parlava e accendeva sigarette in continuazione, mentre lo stereo della sua auto trasmetteva ad alto volume i Ramones e i Sex Pistols. Insomma, siamo arrivati sani e salvi e in pochissimo tempo a Viseu. Paula si è accesa l’ennesima sigaretta e ci ha salutato.

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Breve estratto di “C’era una Volta in Portogallo”

Tra la fine di quest’anno, 2015, e i primi mesi del 2016, uscirà “C’era una Volta in Portogallo”, un libro – racconto delle tre edizioni (2013, 2014 e 2015) della Volta a Portugal, un libro anche fotografico per gli appassionati di ciclismo, per scoprire i più importanti ciclisti portoghesi contemporanei e del passato e allo stesso tempo per i viaggiatori: luoghi, località, storie, tradizioni, usi e costumi, enogastronomia e altro ancora. Per tutte le info, QUI


Profilo dell'autore

Daniele Coltrinari

Daniele Coltrinari
Nato a Ciampino (Roma) nel 1976, è un giornalista freelance e ha realizzato reportage su Lisbona e sul Portogallo, pubblicate su diverse testate nazionali. È coautore di Lisbon Storie (2016), il primo documentario indipendente sugli italiani che da anni vivono e lavorano a Lisbona. Ha pubblicato nello stesso anno C'era una Volta in Portogallo (Tuga Edizioni), un libro di ciclismo, viaggi e avventure. Lisbona è un'assurda speranza (uscito recentemente per Scatole Parlanti) è un romanzo breve ambientato nella capitale portoghese poco dopo gli anni post Troika e prima dello scoppio della pandemia.

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