Capodanno, le orde di migranti molestatori e gli asini che volano Nella Notte di San Silvestro la Germania è stata colpita da folle di rifugiati inferociti che hanno assaltato donne e dato fuoco a una chiesa. Ma entrambe le storie sono totalmente inventate

FacebookTwitterGoogleTumblrLinkedInPinterest


di Valerio Evangelista

Sono stati in silenzio per un mese, ma adesso le vittime non vogliono più tacere: nella notte di Capodanno, i clienti del ristorante “Freßgass” a Francoforte hanno subito un assalto sessuale di massa. Una testimone parla di molestie inenarrabili compiute da masse di migranti: “Le loro mani erano dappertutto”.

Con queste parole, il 5 febbraio 2017 il giornale tedesco Bild ha denunciato in un articolo “l’assalto sessuale” compiuto da “orde di migranti” nella notte di Capodanno. A seguire, anche altri media tedeschi ed europei hanno fatto rimbalzare la storia. Al racconto sono stati aggiunti vari dettagli, tra cui il fatto che gli stranieri (degli arabi) sarebbero stati dei residenti di un vicino centro per rifugiati.  Dopo settimane di campagne d’odio e strumentalizzazioni mediatiche, la polizia locale ha scoperto che le voci erano del tutto infondate.

Il 15 febbraio 2017 un articolo del Frankfurter Rundschau ha segnalato che gli agenti hanno iniziato a dubitare seriamente sulla genuinità delle accuse quando si sono rese conto che una delle “testimoni”, identificata come “Irina A.” si trovava altrove durante la notte delle presunte violenze.

“Interrogando i testimoni, gli ospiti e il personale sono emersi dubbi sostanziali, e una delle persone potenzialmente coinvolte non era neanche in città al momento in questione”.

La conclusione della polizia è chiara: “Durante la Silvesternacht [la notte di Capodanno, ndt], non c’è stato alcun attacco di massa da parte di rifugiati nei pressi di Freßgass (Kalbächergasse). Le accuse sono dunque senza alcun fondamento”.

Il 6 febbraio 2017 tale Irina A. è stata presentata dai giornali locali come una testimone dei presunti attacchi sessuali portati avanti da uomini arabi, nel bar gestito da Jan Mai. Nel verbale si evince che lei abbia dichiarato di essere stata afferrata tra le gambe e sotto la gonna. Mai, da parte sua, ha dichiarato che i suoi clienti sarebbero stati molestati da un gruppo di cinquanta uomini. 

In seguito alle dichiarazioni della polizia, l’articolo del Bild è stato cancellato, seppur ancora reperibile in questo archivio.

Il 14 febbraio il giornale tedesco ha rettificato, chiedendo scusa per l’articolo iniziale, rimarcando il fatto che la polizia ha dichiarato che i presunti testimoni non erano credibili.

Adesso il Pubblico Ministero sta cercando di comprendere perché Jan Mai e la testimone 27enne abbiano inventato di sana pianta l’intera storia.


LA GUERRA ALLE FAKE NEWS SI VINCE EDUCANDO I LETTORI ALL’INTERPRETAZIONE DEI DATI

Basta articoli senza link alle fonti e infografiche accattivanti ma non contestualizzate: solo dando accesso ai dati si crea consapevolezza


Quella dei 50 rifugiati molestatori non è l’unica fake news di Capodanno a sfondo xenofobo. Il portale Breitbart News (co-fondato da Steve Bannon, Chief Strategist di Donald Trump) aveva diffuso la “notizia” secondo la quale una folla di mille uomini aveva attaccato dei poliziotti e dato fuoco a una chiesa di Dortmund, la più antica della Germania.

“Durante i festeggiamenti di Capodanno a Dortmund”, riporta la bufala di Breitbart, “una folla di oltre mille uomini ha lanciato fuochi d’artificio contro la polizia al grido di ‘Allahu Akhbar’, e poi ha dato fuoco a una chiesa storica”.

Come fonte della “notizia” è stato usato il sito del giornale locale Ruhr Nachrichten. Oltre a non capire cosa voglia dire in arabo “Allahu Akhbar” (tutt’al più akbar, ma non mi aspetto che chi parli e sparli di arabi ne conosca la lingua), penso sia interessante leggere la risposta del giornale Ruhr Nachrichten, che ha accusato Breitbart di “usare i nostri articoli online per diffondere notizie false, odio e propaganda”.

Il giornale ha sottolineato come Breitbart abbia attribuito degli incidenti isolati, e non collegati tra loro, ad una presunta azione collettiva di una presunta “folla”.

La polizia di Dortmunt ha dichiarato ai media locali che, nel complesso, quella del Capodanno 2017 è stata una notte tranquilla.

Breitbart ha anche scritto che un gruppo di siriani si era riunito in Platz von Leeds per celebrare il “cessate il fuoco” nel loro paese d’origine, sostenendo che brandissero bandiere del Daesh. Ma le bandiere in questione erano di gruppi dell’opposizione armata che, oltre a combattere il regime di Bashar al-Assad, combattono anche i terroristi del sedicente Stato Islamico.

Il giornale locale Ruhr Nachrichten ha accusato anche Breitbart di aver messo enfasi sul fatto che i siriani stessero celebrando cantando “Allahu akbar”, che significa “Dio è il più grande”.

“Questa frase è ripetuta normalmente da musulmani, come lo è ‘Amen’ in una chiesa”, spiega la redazione. “Coloro che producono fake news hanno erroneamente dedotto che in piazza vi fossero dei terroristi, ma non c’è nulla che lo faccia pensare”.

Valerio Evangelista