El Carnaval Paceño Una delle festività più sentite di La Paz, tra riti andini di offerte alla terra e musica tradizionale

di Daniele Bordoli

È rinomato il Carnevale di Oruro, Bolivia, che per i suoi colori, balli scatenati, giochi d’acqua e la forte tradizione è citato da tutti gli esperti di guide turistiche e viaggi a fianco dei celebri carnevali di Rio de Janeiro o Venezia.

Ma anche nella sede di governo La Paz si festeggia un Carnevale particolare. Come per la sorella minore Oruro (Patrimonio UNESCO dal 2001), le celebrazioni iniziano circa 10 giorni prima del Mercoledì delle Ceneri, ma i preparativi sono in corso già da mesi. La domenica precedente il vero e proprio weekend di carnevale, infatti si dissotterra il “Pepino”, maschera tradizionale e anima del Carnaval Paceño. Vestito multicolore e con il volto coperto, il Pepino si aggira tra la folla colpendo i malcapitati con salsicce o acqua e farina. Questo rito, che si svolge al Cimitero Generale di La Paz, dove sta sepolto un fantoccio, dà l’avvio ufficiale ai festeggiamenti.

 

Il sabato grasso è il giorno dedicato a bambine e bambini, grazie al Corso Infantil, che come nei carnevali nostrani si mimetizzano indossando maschere e travestimenti del proprio supereroe preferito.

È domenica invece che inizia la “festa per i grandi”, con la Farándula Carnevalera: balli, canti e birra a fiumi promossi da associazioni folkloriche e sindacati di commercianti. Per ogni gruppo c’è un Pepino che balla con una o più Cholitas, donna in abiti tradizionali boliviani, e si diverte a irridere il pubblico accorso.

Il lunedì si celebra il Piccolo Carnevale o, in aymara, Jisk’a Anata. I gruppi più rappresentativi delle comunità del dipartimento di La Paz arrivano in città per mostrare le proprie peculiarità culturali come musica, cibi e artigianato locale.

L’ultimo giorno di festa è il martedì grasso, o Martes de Ch’alla, caratterizzato da riti più spirituali volti al ricongiungimento di uomini e donne alla Pachamama (Madre Terra), con riti andini di offerte alla terra e musica tradizionale. Anche il Pepino, a fine giornata, si ricongiunge alla Madreterra, venendo seppellito nuovamente nella sua fittizia tomba al Cimitero da una massa di oltre 5’000 persone che ogni anno accorre a seguire il rito.

È questa, tra Pepinos dispettosi e Cholitas ubriache, l’essenza del Carnevale di La Paz, che ogni anno entusiasma bambini e adulti che non hanno avuto tempo, possibilità o voglia di spostarsi a Oruro, nel pieno rispetto delle tradizioni andine tra balli, gioia e colori, per onorare la Pachamama.


In copertina: Carnevale di La Paz 2016 – Xinhua/Jorge Mamani/ABI


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