Castelnuovo fotografia 2017, alla ricerca della percezione del paesaggio

 Anche quest’anno Castelnuovo di Porto, un piccolo borgo medievale alle porte di Roma, immerso nel paesaggio di grande bellezza della campagna romana lungo la via Flaminia, ospiterà nel cinquecentesco castello Colonna il festival Castelnuovo fotografia, giunto alla quinta edizione.

Le giornate di fotografia, che si svolgono dal 30 settembre all’8 ottobre 2017, si pongono come obiettivo un’ampia analisi e una riflessione sulle trasformazioni e le criticità del paesaggio urbano e naturale contemporaneo​, attraverso lo sguardo di maestri della fotografia e giovani emergenti​ ma anche sull’analisi del paesaggio nella sua forma interiore.

Come nella scorsa edizione il LANDSCAPE si fondeva con il MINDSCAPE nella ricerca di una declinazione più intima di paesaggio legata al modo di vivere e di vedere, così l’edizione di quest’anno, dal titolo “LANDSCAPE – PORTRAIT”, si focalizza sull’esplorazione e la dimensione esistenziale del paesaggio nella sua forma naturale, urbana e sociale, traendo ispirazione anche dal gioco di parole: landscape – orizzontale, portrait – verticale, utilizzate per visualizzare lo schermo degli smartphone, strumento universale di comunicazione attraverso l’immagine.

I due temi hanno come filo conduttore l’esplorazione temporale del paesaggio, dalla  materialità dei ricordi conservati nelle veline degli album, all’evanescenza delle immagini digitali, disperse in uno spazio immateriale. Si passa così da un’indagine che tocca  poliedrici punti di vista, dall’architettura ai personaggi che vivono il territorio e alle loro  storie, alla memoria e alle proprie aspirazioni. Una ricerca a metà strada tra la soggettività, i caratteri oggettivi del paesaggio e le percezioni individuali tradotti tutti nell’arte della fotografia. Il programma prevede un fitto calendario di appuntamenti durante le tre giornate del Festival: mostre, letture portfolio, laboratori, incontri, performance, proiezioni video e presentazioni editoriali.

In mostra, dal 30 settembre all’8 ottobre nelle sale della cinquecentesca Rocca Colonna:

FLORE – RICORDI LONTANI, la fotografa franco spagnola FLORE evoca l’adolescenza di Marguerite Duras in Indocina. “Tutto è immerso in una sorta di foschia che sfuma i contorni, […] riesce non tanto a illustrare i testi di Marguerite Duras ma, piuttosto, a seguirne i passi. Non come una aficionada, semmai come una sorta di fantasma”. (Dal testo introduttivo di Laure Adler, Ricordi Lontani. Scritti di Marguerite Duras, Postcart Edizioni 2016 coedizione Contrejour).                                                                                            

PIERO CAVAGNA E GIULIO MALFER – TOUCH, vincitore del Premio Marco Bastianelli 2017 per il miglior libro fotografico autoprodotto edito in Italia. Touch – toccare con le dita – è un ponte che mette in comunicazione persone e storie mediando tra la forma tradizionale del libro e l’interattività dei dispositivi mobili che i ragazzi tengono in mano quotidianamente. La mostra è composta da una serie di ritratti di ragazzi che hanno partecipato al “Treno della Memoria” ognuno dei quali tiene in mano una striscia di garza sulla quale è scritto il nome di un coetaneo diventato fumo e cenere nel buco nero dell’orrore dei campi nazisti. All’interno dell’esposizione, raggruppate in una serie di isole, sono presenti delle schede con le immagini dei giovani morti nei campi di sterminio, ricoperte da inchiostro termocromico nero. Una volta toccato, questo inchiostro diventa trasparente permettendo l’apparire della fotografia che resterà visibile per alcuni secondi prima di ritornare, di nuovo, nell’oscurità.                                                                                                                                       

SIMONA FILIPPINIRome LOVE, a cura di Chiara Capodici. Due storie, due visioni della città di Roma in un bilico instabile fra passato, presente e ipotesi di futuro quale luogo di transito e approdo, crocevia di esperienze e culture per eccellenza, l’Urbe è teatro di dialoghi amorosi e tragici fatti di cronaca.                                                                                                                              

ALESSANDRA CALÒLES INCONNUES, a cura di Francesca Orsi. Alessandra Calò crea opere fra l’arte contemporanea e la fotografia. Nei suoi lavori, riporta alla luce antiche tecniche di stampa e reinterpreta materiali preesistenti quali ritratti di famiglia e documenti d’archivio.                                                                                                                      

GERMANO SERAFINI4100 K, a cura di Michela Becchis, rappresenta in gradi Kelvin la temperatura della luce della luna. Le immagini derivano dallo studio dei colori che naturalmente vengono impressionati sul supporto fotografico a luce lunare.                                                                                                                                  

ROCCO VENEZIANEKYIA, a cura di Chiara Capodici. Nekyia in greco ha due significati. Il primo è il viaggio interiore nell’inconscio attraverso il quale ci si riconnette si guarisce il proprio sé ferito. Il secondo indica invece l’antico rito greco in cui gli spiriti venivano interrogati su quello che riserverà il futuro.                                                                                  

ELTON GLLAVADOVE I CORVI AVREBBERO CANTATO, Vincitore del Premio FotoLeggendo 2016. Mostra a cura di Sara Palmieri e Lina Pallotta. Elton Gllava, esplorando il nord est dell’Albania con l’obiettivo della Hasselblad e lo sguardo di chi torna, ha documentato l’esistenza della piccola città di Bulqizë, nota come la città dei minatori e per la presenza del cromo.                                                                                                           

GIANLUCA ABBLASIOIO SONO DARIO, a cura di Lina Pallotta. La gente adora Dario e sembra che non possa fare a meno di lui”, racconta il fotografo. “È androgino, fottutamente notturno e sembra essere nato per diventare una rockstar; è pieno di sogni e amato da tutti. Il suo palcoscenico si chiama Roma est, tra la Casilina, Centocelle e il Pigneto”. Dario si muove sullo sfondo di un paesaggio notturno, tra le vie e i locali di Roma, guidato dal buio, dai suoi amici e dal suo sogno, cantare.

VINCENZO MONTICELLI CUGGIÒURBANO, a cura di  Carlo Gallerati e della Galleria Gallerati. Dal caos delle idee vengono generate opere uniche (sia per tiratura, sia per il contenuto proposto), che hanno una struttura profonda, stratificata e carica di significato.                                      

DIEGO MAJONGREY GRASS, a cura di Niccolò Fano, Vincitore del contest CDPzine della scorsa edizione di Castelnuovo Fotografia (2016), contest sulle fanzine e autoproduzioni. Il progetto racconta la trasformazione della campagna est milanese dopo l’Expo Milano 2015; circa mille ettari di terreni fertili sono stati spazzati via per far spazio a due nuove autostrade, coinvolgendo molte aziende agricole e minacciandone la sopravvivenza.

SANDRO BATTAGLIA – GEOMETRIE DI CONFINE. Le immagini proposte sono parte di una ricerca sul paesaggio e i suoi limiti sia naturali sia architettonici. Emerge così l’idea di margine e di confine territoriale che favorisce una lettura dinamica degli spazi e del paesaggio.

GIANFILIPPO DE ROSSIURBAN LANDSCAPE. Nasce dall’esigenza di trovare nuovi stimoli nella composizione e nell’architettura della città di Los Angeles. Una ricerca di quelli che sono gli spazi assenti dalla presenza umana, caratterizzati da linee, colori e ombre nette e taglienti.

FLAVIA TRONTI – PERSONALE AL COMPLETO. Un tema, quello della crisi dell’industria ceramica del distretto di Civita Castellana (VT), analizzato attraverso la fotografia, nel rispetto delle vite degli operai ripresi e della memoria che gli impianti ancora attivi portano con sé.

MAURICE WEISS – CIEL DE PLOMB 1994/1999. A cura del Goethe Institut di Roma  in collaborazione con l’agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ, in mostra il lavoro su polaroid di Maurice Weiss sulla Berlino degli anni Novanta e sulla sua trasformazione; un processo fugace, ritratto della città tra due epoche, prima e dopo la caduta del Muro e della cosiddetta “Striscia della Morte”.

IL SOGNO VERDEa cura di Antonio Capaccio. Una ricognizione sul rapporto dell’uomo con la natura che coinvolge autori e di differenti ambiti – arte, musica, poesia, video – per una riflessione su molti aspetti del nostro esistere. Si presenta come un’indagine aperta e in itinere, che guarda ai caratteri problematici della relazione fra l’uomo e il proprio paesaggio vitale ma con l’intento di contribuire, anche attraverso l’arte, a ristabilire un dialogo più diretto e schietto con l’orizzonte naturale che ci circonda. In mostra, per Castelnuovo Fotografia 2017, installazioni degli artisti Ennio Alfani, Antonio Capaccio, Vittorio Giusepponi, Maria Semmer, Naoya Takahara, Alberto Timossi, Daniele Alef Grillo.

MEMORIES Al centro della sala un grande tavolo sarà a disposizione di chi vorrà portare vecchie foto di famiglia o del paesaggio. 

Per il programma dettagliato: www.castelnuovofotografia.it


Redazione