Raccontare il Venezuela oltre le propagande foto copertina: REUTERS/Christian Veron

Valerio Evangelista
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Dal suo Abruzzo ha ereditato la giusta unione tra indole marinara e spirito montanaro. Su Frontiere, di cui è co-fondatore, scrive di diritti umani e religioni.
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In the Shadow of the Revolution” offre una preziosa contronarrativa sulle tensioni in Venezuela, basandosi su interviste ad attivisti dei movimenti sociali, giornalisti, docenti universitari ed intellettuali. 


Dopo l’accentuarsi delle tensioni in Venezuela l’interpretazione degli eventi si è limitata a riproporre un sistema bipolare che contrappone in modo statico e manicheo chi ritiene giusta la lotta senza quartiere del “legittimo governo” contro gli esponenti della nuova borghesia e delle inflitrazioni imperialiste, a chi sostiene a priori ogni forma di manifestazione del dissenso (anche le più violente) verso delle elite percepite come corrotte e distanti dalle esigenze del popolo, sempre più in difficoltà.

Il documentario In the Shadow of the Revolution – una coproduzione statunitense-venezuelana scritta e diretta da J. Arturo Albarrán e Clifton Ross – scardina questa dicotomia monolitica e ne mette in discussione la retorica (in fondo all’articolo è possibile vedere – gratuitamente e integralmente – il documentario).

Personaggio chiave del film è Rodzaida Marcus Vera, attivista nei movimenti per l’agroecologia e per i diritti degli indigeni. Rodzaida, che ora vive a Los Teques, è cresciuta nel Valle de Caracas. Lì, durante il Caracazo, dei tiratori scelti uccisero sua madre. Chávez, che all’epoca della proteste del 1989 era un soldato, si oppose alle politiche governative e questo gli valse l’affetto di gran parte del popolo venezuelano. La stessa Rodzaida si dichiarava ‘innamorata’ della rivoluzione bolivariana portata avanti da Chávez, rimanendo però perplessa dal processo di accentramento del potere del 2007.

Le riflessioni di Rodzaida sono accompagnate dagli interventi di vari intellettuali, tra cui Margarita López Maya (storica e sociologa), Felipe Pérez Martí (economista ed ex ministro per lo Sviluppo), Damian Prat (giornalista), Rafael Uzcátegui (scrittore anarchico e attivista per i diritti umani), Tamara Adrian (parlamentare, avvocatessa ed attivista transgender), Rubén González (leader sindacalista ed ex prigioniero politico).

Se il potere propone una narrativa in cui il governo “socialista e popolare” è sotto attacco da forze “imperialiste e fasciste”, questo documentario offre un punto di vista alternativo e mostra l’esistenza di un’opposizione democratica ad una classe politica ritenuta corrotta, inefficiente e addirittura “di destra”. Una prospettiva da sinistra che ribalta la retorica governativa ed aggiunge ulteriori tasselli utili a cercare di comprendere il complesso mosaico di eventi che hanno rischiato di trascinare il Venezuela in una guerra civile.

GUARDA IL DOCUMENTARIO:

Sugli autori:

J. Arturo Albarrán è docente di Cinema presso l’Università delle Ande a Mérida, in Venezuela. Ex chavista, ha lavorato diversi anni presso il Ministero della Terra e dell’Agricoltura, dove ha organizzato progetti agroecologici con i campesinos e ha realizzato film sulla vita contadina del páramo venezuelano.

Clifton Ross è uno scrittore di Berkeley, California. Ha svolto attività giornalistica in Venezuela dal 2004. Nel 2005 ha partecipato al Secondo Festival Mondiale della Poesia in Venezuela, e nell’anno successivo ha vissuto a Mérida. Il suo testamento politico, Home from the Dark Side of Utopia (AK Press, 2016), mostra la sua disillusione verso il Chavismo.


Clifton Ross sarà in Italia dal 17 al 26 ottobre 2017. Per ricevere ulteriori informazioni o per proporre proiezioni del documentario, è possibile contattarlo scrivendo a: clifross@gmail.com


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