Idle Lands: il land-grabbing in Mozambico, tra furti e false promesse

Pascal Vossen è un foto-giornalista olandese i cui lavori hanno come focus principale gruppi sociali vulnerabili colpiti dai conflitti o dalla povertà. Negli ultimi anni ha lavorato con la scrittrice anglo-svedese Nils Alder a un progetto sul Mozambico chiamato “Idle Lands”.

L’ong svedese Afrikagrupperna ha finanziato un racconto per testi e immagini sul land-grabbing nella provincia di Niassa, estremo nord del Mozambico, ai confini con Tanzania e Malawi.

Questi luoghi incredibili sono stati lo scenario di estesi casi di appropriazione indebita e land-grabbing. Un terreno fertilissimo, spartito per più della metà tra grandi multinazionali per piantare alberi di pino ed eucalipto.

“Attraverso il nostro lavoro, tentiamo di dare al lettore l’idea di come cambia la vita dei piccoli agricoltori a causa delle piantagioni di larga scala”, spiega Vossen.

Attraverso testimonianze personali, in cui i contadini raccontano delle false promesse dei nuovi arrivati e della disparità di condizione tra il loro stile di vita e il modello di profitto delle grandi industrie stabilitesi nella zona.

“Cerco di attirare l’attenzione dello spettatore verso la questione attraverso una luce quasi teatrale, seppur mantenendo uno stile fotografico reportagistico. L’obiettivo è spingere i limiti del foto-giornalismo verso il documentario e l’art photography”, continua Vossen.

“Idle Lands” è stato selezionato tra circa 1700 candidature per essere mostrato all’Autumn Salon (Höstsalongen) dello Stockholm Museum of Contemporary Photography. 

Il video di presentazione del progetto per Kickstarter: