Gli oggetti smarriti che raccontano la vita dei rifugiati in viaggio per l’Europa

Valerio Evangelista
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Dal suo Abruzzo ha ereditato la giusta unione tra indole marinara e spirito montanaro. Su Frontiere, di cui è co-fondatore, scrive di diritti umani e religioni.
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Un orologio regalato da un padre al figlio il giorno prima che lasciasse l’Afghanistan. Una lettera scritta da un siriano a suo fratello. Un Corano smarrito nei boschi macedoni da un’insegnante irachena in fuga con i suoi tre figli. Sono alcuni degli oggetti di cui parla Lost & Found, un documentario in via di sviluppo sugli oggetti personali persi dai rifugiati che viaggiano verso e attraverso l’Europa e, soprattutto, sulle storie dei loro proprietari. Lettere, fotografie e giocattoli che spesso sono tutto ciò che rimane delle pericolose rotte percorse dai loro proprietari. E, a volte, delle loro vite. Un viaggio alla scoperta di questi uomini, donne e bambini per restituire loro gli oggetti perduti.

Il pastore Tibor Varga con uno degli oggetti da lui rinvenuti lungo il confine ungherese: la foto di una bimba appena nata

Il progetto è nato nei dintorni di Subotica, un villaggio tra Ungheria e Serbia. Qui Tibor Varga, pastore protestante e padre di sette figli, ha fondato nel 2008 un’associazione a sostegno dei bisognosi. Con l’acuirsi delle crisi umanitarie, il suo gruppo ha iniziato a interagire con i rifugiati in fuga dalle guerre. In un vecchio emporio abbandonato, usato come riparo da migliaia di rifugiati senza dimora, un giorno Tibor ha trovato un pacco contenente, tra le altre cose, dei certificati medici rilasciati in Iraq, una laurea in giurisprudenza, lettere scritte a mano in inglese e in arabo. Era stato meticolosamente organizzato da un avvocato che stava raccogliendo materiale per permettere a una famiglia irachena di cercare asilo in Europa. Un contenuto preziosissimo, la cui perdita avrebbe inevitabilmente precluso molte opportunità a quella famiglia. Tibor e suo figlio hanno provato a chiamare i pochi numeri di telefono presenti nei documenti, ma senza successo. Il pastore non si è arreso, convinto che in qualche modo sarebbe riuscito a contattare il proprietario, o ad essere contattato da lui. Così Lost & Found ha mosso i primi passi.

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Lost & Found è un progetto dell’Associazione 21 Luglio, sviluppato da Future Docs e sostenuto da Advocate Europe. Nel virtuale “ufficio oggetti smarriti” il sito mette a disposizione uno spazio in cui i rifugiati che sanno di aver perso un oggetto (o chi ha trovato un oggetto presumibilmente appartenente a un rifugiato) possono condividere informazioni utili. Di seguito la descrizione di tre oggetti smarriti da alcuni rifugiati in Europa: una fede nuziale, un telefono e un orologio.

Fede nuziale – Serbia

Una fede nuziale in oro appartenente ad una giovane donna di Mosul, in Iraq. È stata rinvenuta vicino al campo profughi di Krnjača, a Belgrado.


Telefono – Macedonia

Questo Samsung Galaxy S3 è stato smarrito in un bosco nei pressi di Tabanovtse, lungo il confine tra Macedonia e Serbia. Appartiene ad un insegnante curdo iracheno in fuga dal Daesh insieme a sua moglie e ai loro quattro figli (tra i due e i dieci anni). Nella memory card ci sono molte immagini di parenti, amici e colleghi scattate nel Kurdistan iracheno.


Orologio – Bulgaria

Questo orologio era di uno studente afgano, ricevuto in dono dal papà il giorno prima che lasciasse l’Afghanistan. Nei pressi di Malko Tarnovo, lungo il confine tra Turchia e Bulgaria, la polizia bulgara ha preso la sua borsa bruciando ogni oggetto che conteneva. Tra cui l’orologio, il più prezioso ricordo di casa.