In Giamaica l’emergenza si chiama “polizia”. Il caso di Nakeia Jackson

In Giamaica gli omicidi per mano della polizia sono stati circa 3mila nell’ultimo decennio. In prevalenza si tratta di uomini, giovani e soprattutto poveri.

Tra loro il 29enne Nakiea Jackson, ucciso dalla polizia nel 2014. Gli agenti stavano inseguendo un sospettato per rapina dalle sembianze rastafariane e Nakiea combaciava con quella descrizione. Il 20 gennaio, verso mezzogiorno, un gruppo di uomini è arrivato davanti al suo piccolo ristorante a Kingston. Gli fu chiesto di aprire la porta e uno di loro è entrato con una pistola in mano, sparando due colpi. Nakiea è stato quindi trascinato esanime fuori dal ristorante e buttato in un’auto. Quegli uomini erano dei poliziotti.

Dal momento della sua morte, sua sorella Shackelia si batte con ogni mezzo per scoprire la verità e portare davanti alla giustizia i presunti responsabili dell’omicidio. Ma non è semplice. Un poliziotto è stato accusato della morte di Nakiea, ma la polizia ha condotto una campagna di intimidazione contro Shackelia, la sua famiglia e le altre persone coinvolte nel caso. Alcuni poliziotti hanno effettuato dei raid nel quartiere, la famiglia è stata molestata e intimidita in tribunale e l’inchiesta preliminare è stata abbandonata perché uno dei testimoni ha avuto paura di presentarsi.

Per quest’ultima ragione, Shackelia e la sua famiglia probabilmente dovranno aspettare molto tempo, forse anni, prima che l’indagine sulla morte di Nakiea si concluda. Shackelia è determinata ad ottenere giustizia per suo fratello. Oggi parla apertamente in nome di Nakiea, ma anche delle numerose vittime della violenza della polizia in Giamaica – e delle loro famiglie.

“Io combatto perché non ho altra scelta”, dice. “Fermarsi significherebbe dare alla polizia l’autorizzazione a uccidere un altro dei miei fratelli”. Nel 2015 l’8% di tutti gli omicidi avvenuti in Giamaica sono stati ad opera delle forze dell’ordine.

Firma l’appello di Amnesty International per chiedere ad Andrew Holness, primo ministro della Giamaica, di proteggere Shackelia e di assicurare giustizia per quanti sono stati uccisi dalla polizia.