Il massacro di Hula (in cui più di 110 persone sono state trucidate) sarebbe stato compiuto dai ribelli siriani invece che, come era stato inizialmente inteso, dalle forze governative. E’ quanto ha dichiarato sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, quotidiano tedesco noto per le proprie posizioni conservatrici e liberali, il giornalista di guerra Rainer Hermann, inviato sul campo.
“Dei civili uccisi, 84 nomi sono conosciuti. Sono padri, madri e 49 bambini della famiglia Al Sayyid e due rami della famiglia Abdarrazzak. Inoltre a Taldou sono stati uccisi parenti del parlamentare Abdalmuti Mashlab”. Si tratta di alawiti e sciiti, fazioni notoriamente dalla parte del regime. Hermann continua poi, grazie anche alle testimonianze di un undicenne di nome Ali (unico sopravvissuto della famiglia Sayyid), la ricostruzione dei fatti: “Dopo la preghiera di venerdì 25 maggio, più di 700 armati guidati da Abdurrazzak Tlass e Yahya Yusuf, formanti tre gruppi provenienti da Rastan, Kafr Laha e Akraba, hanno attaccato tre posti di blocco dell’armata attorno a Taldou. I ribelli numericamente superiori e i soldati (anche loro per lo più sunniti) hanno combattuto sanguinosamente, e molti soldati, per lo più coscritti, sono stati uccisi. Durante e dopo i combattimenti i ribelli, aiutati da residenti di Taldou, hanno eliminato le famiglie Al Sayyid e Abarrrazzak; avevano rifiutato di unirsi all’opposizione”.
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