Vittoria a metà per Barack Obama sul tema dell’immigrazione che sarà al centro della prossima campagna elettorale.La Corte suprema è infatti intervenuta riguardo alla legge anti-immigrazione dell’Arizona bocciando tre norme su 4 perché sconfinano nella sovranità federale. La sentenza stabilisce che il clandestino in cerca di lavoro o che non ha con se i documenti quando viene fermato dalla polizia, non commette reato.
La soddisfazione del presidente Obama però non è completa, perché è stata salvata la norma che dà alla polizia il potere di controllare e fermare ogni persona sospettata di essere un clandestino. In questo modo si potrebbe avviare un processo di “racial profiling “ che secondo il presidente USA andrebbe a ledere la serenità dei cittadini. ”Nessun americano – ha commentato Obama – dovrebbe mai vivere sotto una nuvola di sospetto solo per il colore della propria pelle o per come si chiama”.
Secondo il deputato democratico Raul Grijalva questa decisione porterebbe all’aumento dei casi di violazione dei diritti civili e dei casi di discriminazione. “Urge quindi varare una riforma complessiva sull’immigrazione perché il vero problema deriva proprio dalla presenza di molteplici leggi statali riguardo a questo tema così delicato”afferma Grijalva.
All’attacco Mitt Romney. Secondo l’avversario repubblicano alle prossime elezioni presidenziale, la visione di Obama sulle questioni legate all’immigrazione non è in sintonia con i problemi degli americani.
S.O
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