Fabrizio De André nasceva a Genova il 18 febbraio 1940. Molti dei testi del cantautore genovese raccontano storie di prostitute, zingari e omosessuali con l’accuratezza di chi ha vissuto personalmente a stretto contatto con persone che, a causa di “comportamenti desueti e diversi dalla maggioranza”, sono state vittime di emarginazione.
Di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste, Faber scelse di sottolineare i tratti nobili ed universali degli emarginati. Un’antologia dei vinti attuata “in direzione ostinata e contraria”, andando perfino contro ciò che critica e pubblico si sarebbero aspettati.
È il caso de La buona novella (prodotto in piena contestazione giovanile), il cui messaggio rivoluzionario è stato frainteso e ritenuto retrogrado. Spesso coinvolto in movimenti di protesta politica, De André dichiara di essere sempre stato uno che non cavalca le tigri, ma apre loro i cancelli.
Discorso su La buona novella
De André è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure e ha esplorato inoltre, in misura minore, il gallurese e il napoletano. Qui un estratto su democrazia, identità locale e globalizzazione.
Discorso su democrazia e identità
Il decimo disco, Fabrizio De André (meglio conosciuto come L’indiano), ha come tema principale il confronto tra due popoli per certi versi affini: i sardi e i pellerossa, entrambi chiusi nei loro mondi. Di questo disco abbiamo parlato di Fiume Sand Creek, in cui un massacro viene raccontato attraverso il linguaggio innocente e forse un po’ surreale di un bambino testimone dell’avvenimento.
L’ultimo disco di Faber, Anime salve, trae il suo significato dall’etimologia delle due parole “anime” “salve”: spiriti solitari. Un elogio della solitudine. Non tutti possono permettersela. Per vecchi, malati e politici, ad esempio, è un lusso troppo caro. Non un “panegirico dell’anacoretismo o dell’eremitaggio”, ma una constatazione: “un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l’uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura”.
Discorso su Anime Salve
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