“Ogni essere umano ha il diritto di scegliere di che genere sessuale è. Lo spirito della costituzione è assicurare a ogni cittadino le stesse opportunità di crescere e realizzare il suo potenziale, a prescindere dalla casta, dalla religione o dal sesso”.
Con questa motivazione la Corte Suprema indiana ha riconosciuto, nella sentenza del 15 aprile, le persone transessuali come terzo genere. Per i circa tre milioni di hijra (così sono chiamate le persone transessuali in India) non è dunque più richiesto identificarsi come uomini o donne.
Come spiega il Washington Post, la sentenza obbliga i governi nazionali e federali dell’India a garantire alle persone transgender l’accesso al welfare così come previsto per le altre minoranze “svantaggiate economicamente e socialmente”.
L’India segue l’esempio del Nepal, che dà dal 2013 la possibilità di indicare nei documenti ufficiali l’appartenenza al terzo genere.
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