La migrazione come strumento per lo sviluppo

Gianpaolo Gullotta

VIS Regional Project Manager, West Africa and Caribbean 

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Ad Accra il 20 settembre si è svolta una tavola rotonda sulla migrazione irregolare ed il traffico di esseri umani in Ghana in seno alla campagna VIS e Missioni Don Bosco Stop tratta, qui si tratta di esseri umani ed al progetto Co-partners in development co-finanziato dall’Unione Europea. Erano presenti le organizzazioni internazionali come l’IOM e la Delegazione dell’UE in Ghana, le Ambasciate d’Italia e di Germania, ufficiali della polizia ghanese e degli organi che si occupano di migrazione, rappresentati della Chiesa Cattolica e delle autorità locali della Brong Ahafo Region, la regione più affetta dal fenomeno migratorio verso l’Europa. Tale evento è stato organizzato ed animato dal VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e dai Salesiani di Don Bosco dell’Ispettoria dell’Africa dell’Ovest.

Michael Karikunnel, ispettore salesiano, ha sottolineato l’importanza di mettere al centro delle politiche nazionali ed internazionali i giovani. Infatti una società che lascia partire i propri giovani in modo irregolare esponendoli ad un alto rischio per la propria vita, è come se avesse una ferita sanguinante che non riesce a curare.

La Dott.ssa Maria Luisa Troncoso, referente presso la Delegazione della UE in Ghana per la società civile, ha esposto il quadro legislativodi riferimento, gli accordi della Valletta del 2015. Una delle azioni principali è quella di promuovere la migrazione regolare e su questo fronte si è ancora molto indietro. S. E. l’Ambasciatore d’Italia Giovanni Favilli ha sottolineato che troppo spesso siamo testimoni delle morti nel deserto della Libia e nel Mar Mediterraneo, bisogna creare opportunità nei paesi di emigrazione e far crescere la consapevolezza sui rischi del viaggio, bisogna ridare l’Africa agli africani. Il Capo del Ghana Immigration Service Michael Boakye ha affermato che non dobbiamo avere paura la migrazione può essere  un strumento per lo sviluppo. La tavola rotonda ha prodotto dei risultati concreti; si è costituita una piattaforma pubblico/privata che lavorerà sui temi della migrazione irregolare ed il traffico di esseri umani in Ghana.

Le principali azioni che svilupperà la piattaforma saranno: 

  • La mappatura di tutti gli attori che si occupano di migrazione irregolare e traffico di esseri umani in Ghana. 
  • Lo scambio di informazioni e buone pratiche tra i suoi membri. 
  • Evitare duplicazioni d’interventi ed azioni. 

L’IOM e l’UE hanno suggerito di supportare i lavori della piattaforma tramite il Trust Fund allocato dall’UE stessa e da quest’anno elegibile anche per il Ghana. 

Come sempre il dialogo e l’incontro con l’altro produce dei buoni frutti. La concezione che la migrazione possa essere uno strumento per lo sviluppo non è uno slogan e neppure un’utopia. La Storia è piena di esempi in cui l’incontro fra i popoli ha prodotto sviluppo e progresso, basti pensare alla nascita della Filosofia e del pensiero metafisico dell’uomo che nasce proprio dall’incontro tra le religioni dell’India e le popolazioni greche dell’Asia Minore nel VII a.c. Non bisogna avere paura nel “diverso”, il conoscere non può che arricchire e presevare allo stesso tempo ciò che siamo.