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La tregua di Natale del 1914, quando la guerra si fermò per una notte

La tregua di Natale del 1914, quando la guerra si fermò per una notte

"Penso di aver assistito ad uno dei più straordinari spettacoli che chiunque abbia mai potuto vedere. Verso le 10 di stamattina stavo sbirciando sul parapetto quando ho visto un tedesco agitare le braccia e due di loro sono usciti dalle loro trincee e sono venuti verso i nostri. Stavamo per sparargli quando abbiamo visto che non avevano i fucili quindi uno dei nostri uomini è uscito per incontrarli e in circa due minuti il terreno tra le due linee di trincee era brulicante di uomini e ufficiali di entrambi i lati, che si stringevano le mani e si auguravano un…
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Il diritto alla pace è una cosa seria

Il diritto alla pace è una cosa seria

Seppur bistrattata e relegata alle corde delle chitarre di vecchi e nuovi sognatori, la Pace – nonché il relativo mantenimento della stessa – ha un suo fondamento giuridico e gode di un pieno riconoscimento a livello sovranazionale. La “recente” comunicazione europea a supporto della causa bellica appare in evidente contrasto con tale diritto e rievoca ancora una volta una contrapposizione culturale identitaria: difendere la pace oggi significa dichiarare guerra alla guerra. “Essere solidali nei confronti di uno stato sovrano che è stato aggredito con un’azione militare da tutti noi già ampiamente condannata, non significa assecondare una propaganda su richieste di…
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Storia di una bimba e del suo papà nella Sarajevo assediata

Storia di una bimba e del suo papà nella Sarajevo assediata

La giornalista bosniaca Lejla Zviždić ha riportato alla luce il tragico destino e la forte speranza dello scrittore Fahrudin Kučuk, l’uomo che nel ’92 perse la figlia Aida, cinque anni: prima vittima dell’assedio di Sarajevo. Fahrudin Kučuk è un uomo determinato, con i capelli bianchi e gli occhi curiosi. Forse è stata proprio la curiosità che gli ha salvato la vita e gli ha dato la forza di continuare ad andare avanti dopo la morte della moglie, che morì per problemi di salute prima della guerra in Bosnia, e poi, qualche anno dopo, la perdita della figlia Aida, che è stata…
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Bambini soldato, così nuove tecnologie e capitalismo ci riportano alla preistoria

Bambini soldato, così nuove tecnologie e capitalismo ci riportano alla preistoria

L'annichilimento della coscienza funziona così: al bambino o alla bambina viene praticato un taglio sulle tempie e qui vi viene appoggiato lo stupefacente, che viene poi avvolto da bende o tenuto fermo da cerotti. Lo fanno perché non sempre è facile prendere le vene di un bambino di 10 anni con un ago. Oppure semplicemente, perché così si fa prima. La droga in questione varia a seconda dell'esercito che ha arruolato il piccolo soldato. In Liberia o in Sierra Leone va alla grande la Brown-Brown: eroina tagliata con  polvere da sparo per renderla più potente. In Africa orientale preferiscono l'erba…
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Dawn of Recovery: guarire dalla guerra, ad Amman

Dawn of Recovery: guarire dalla guerra, ad Amman

Dieci anni. Un tempo lunghissimo, quasi infinito. La Storia è andata avanti veloce, e in Medio Oriente ancora di più. Conflitto dopo conflitto. Eppure ogni giorno il sole ha continuato a sorgere. Per noi, così come per i sopravvissuti: un’alba di guarigione dopo l’altra, oltre le finestre dell’ospedale di chirurgia ricostruttiva fondato nel 2006 ad Amman da Médecins Sans Frontieres (Medici senza frontiere, MSF), mentre la Giordania diventava, in proporzione, il secondo paese al mondo ad accogliere più rifugiati. Undici foto in bianco e nero e altrettante a colori, esposte nella Galleria di Ras al-Ayn dal 7 al 9 novembre,…
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