Perché boicottare il turismo in Botswana

 

“Non recarsi nè proporre viaggi in Botswana fino a quando non sarà rispettato il diritto dei Boscimani a vivere liberamente nel proprio territorio ancestrale, nella Central Kalahari Game Reserve (CKGR)”. Survival International ha chiesto ai visitatori della Borsa Internazionale del Turismo di boicottare il turismo in Botswana.

 Nella fiera il Botswana ha promosso quella che è la sua seconda industria per importanza, utilizzando l’immagine dei Boscimani per fini turistici; il governo però sta facendo di tutto per sfrattare la tribù dalla propria terra arrivando al punto di proibire la caccia e di imporre la richiesta di permessi per visitare le famiglie. L’analogia con le famigerate Pass Laws del Sud Africa dell’apartheid è più che percettibile.

Il caso più recente è quello di Mogolodi Moeti, sospettato di essere in possesso di carne di selvaggina e per questo picchiato dalla polizia paramilitare del paese (SSG).

“Mentre [le SSG] mi aggredivano, mi hanno detto che persino il Presidente era a conoscenza di quello che stava accadendo, che mi stavano picchiando” ha raccontato Moeti al giornale botswano Sunday Standard. “Mi hanno detto che se anche mi avessero ucciso, non sarebbero stati incriminati perché stavano eseguendo un ordine del governo.”

Già dal settembre 2013 Survival chiese il boicottaggio del turismo in Botswana. Da allora più di 7mila persone hanno preso la decisione di non visitare il Paese fino alla completa e assoluta libertà dei Boscimani. Anche tre compagnie di viaggio si sono unite al boicottaggio.

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“Il Botswana continua a promuovere tour di lusso nella CKGR utilizzando l’immagine ‘esotica’ dei Boscimani vestiti di pelli e promettendo di dare ai turisti l’opportunità di ‘sperimentare lo stile di vita tradizionale dei cacciatori-raccoglitori del Kalahari’. Ma la realtà è ben diversa: per costringerli ad andarsene dalla loro terra, gli ultimi cacciatori Boscimani vengono ridotti alla fame, torturati, picchiati e minacciati” ha dichiarato Stephen Corry, Direttore generale di Survival International. “Il governo sta facendo tutto quanto in suo potere per cancellare proprio quello stile di vita che utilizza per pubblicizzare i viaggi esclusivi nel paese. Evidentemente, il permesso di ‘dormire nelle capanne di paglia’ viene concesso solo a quei Boscimani che aumentano i profitti degli investimenti che il Presidente Khama ha fatto nell’industria turistica.”


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