Anno: 2015

Palestinesi proteggono poliziotta israeliana dalla furia dei coloni

Palestinesi proteggono poliziotta israeliana dalla furia dei coloni

Alcuni coloni prendono di mira con i propri sassi una poliziotta israeliana, senza protezioni e visibilmente terrorizzata. La donna è stata protetta da due uomini palestinesi che, per impedirle di essere colpita, hanno fatto da scudo umano, a loro volta a mani alzate e senza armi. Uno dei difensori della donna è Zakaria Sadah, un bracciante palestinese che lavora per l'Ong israeliana Rabbis for Human Rights (RHR, rabbini per i diritti umani). “Quando l'ho vista”, ha dichiarato Sadah, “non ho visto la sua uniforme né un simbolo dell'occupazione. Ho visto una persona che stava piangendo, che stava per crollare. Dovevo essere…
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Miseria, devastazione ed inquinamento. Quel che resta di una base americana in Islanda

Miseria, devastazione ed inquinamento. Quel che resta di una base americana in Islanda

di Riccardo Bottazzo C'era una volta una basa americana. Una base come ce ne sono tante nel mondo, con i suoi bombardieri atomici, filo spinato e militari addestrati alla guerra. Una base, come tutte le altri basi americana, giustificata dalla logica spartitoria della Guerra Fredda: "Se non ci mettiamo noi le atomiche, ce le mettono i sovietici". Una base che, dal punto di vista della strategia militare, aveva pure una sua ragione d'essere. Siamo in Islanda, quell'isolotto grande non più di tre Sardegne geologicamente situato a cavallo tra le zolle tettoniche euroasiatica e americana. Una terra "ballerina" di vulcani, geyser,…
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Tra i minatori di carbone a Donetsk

Tra i minatori di carbone a Donetsk

di Federica Iezzi Donetsk (Ucraina) - Con pochi soldi, poco cibo e poche medicine, la gente a Donetsk ha ancora paura di lasciare i rifugi sotterranei. L'atteggiamento degli uomini di Aleksandr Zakharcenko, leader dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, nei confronti di tutti coloro che hanno voluto o potuto lasciare le loro case nella zona controllata dai ribelli, si è indurito. Per l'ingresso nelle aree orientali ucraine, non controllate dal governo di Porošenko, nuove procedure di autorizzazione bloccano i movimenti degli sfollati e intralciano l'ingresso di aiuti umanitari. Vanko, un lavoratore delle miniere di carbone del Donbass, ci dice che la percezione…
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Viseu, la Casa Bóquinhas e la maglia bianca di Luca Cappelli

Viseu, la Casa Bóquinhas e la maglia bianca di Luca Cappelli

1° puntata - di Daniele Coltrinari Se da ormai tre anni, seguiamo tutte le tappe della Volta a Portugal, stavolta (mentre scrivo è venerdì 31 luglio) ci siamo fermati a Braga, dove ieri si era svolta la tappa Pinhel – Bragança, città dove da quindici anni non si svolgeva una prova ciclistica della Volta. E allora ne abbiamo approfittato per visitarla anche se il tempo a disposizione non è stato molto, rispetto a Viseu, città che già conoscevamo ma dove solo quest'anno abbiamo scoperto un'università davvero speciale. Prima di raccontarvelo, i risultati sportivi del prologo e delle prime due tappe.…
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Fuori campo

Fuori campo

Fuori campo, per definizione, è tutto ciò che accade al di fuori del campo visivo dell’inquadratura, tutto quello che non si vede ma esiste nello spazio adiacente. Fuori campo è la prospettiva anonima, il non luogo in cui sono stati relegati negli ultimi anni quasi 2 milioni di cosiddetti “rifugiati fantasma”: uomini, donne e bambini siriani, in fuga dalla guerra, che non hanno trovato accoglienza nei campi profughi turchi ormai saturi. Essere fuori (dal) campo equivale a non esistere, significa non aver alcun accesso alla rete assistenziale di base fornita dal sistema di aiuti internazionali, costretti a sopravvivere ogni giorno…
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