detenzione

Le multinazionali dell’accoglienza nei “campi di concentramento” per migranti

Le multinazionali dell’accoglienza nei “campi di concentramento” per migranti

di Julian Burnside, presidente dell’Asylum Seeker Resource Centre Quando i migranti arrivano all'Isola di Natale, generalmente hanno già trascorso otto o dieci giorni su una barca traballante. Probabilmente vengono da paesi senza sbocchi sul mare e sono quindi alla loro prima esperienza sull’oceano. Generalmente non hanno avuto molto da mangiare e bere. Non si sono potuti lavare né cambiarsi i vestiti. Arrivano afflitti, spaventati e con addosso vestiti sporchi dei loro stessi escrementi. Non gli viene concessa la possibilità di farsi una doccia o di cambiarsi prima che un membro del Dipartimento per l’immigrazione li interroghi. È difficile concepire una…
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I giovani detenuti boliviani e la libertà recuperata nel calcio

I giovani detenuti boliviani e la libertà recuperata nel calcio

testo di Maya Koshi - foto di Florian Domergue “Qalauma” è un centro di riabilitazione per giovani detenuti, la prima in Bolivia che separa i giovani dagli adulti, inaugurato nell’agosto del 2011 presso il Municipio di Viacha (dipartimento di La Paz). Il termine “Qalauma” è una parola aymara composta, che indica “pietra” e “acqua”. Il logo del Centro rappresenta una goccia d’acqua che cade su una pietra; simbolizza, da un lato, la fragilità dello sviluppo dei giovani quando sono inseriti in un contesto violento ed alienante e, dall’altro, invita alla determinazione nell’andare avanti in un ambiente basato sulla cultura del…
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Siria: desaparecido Bassel Khartabil, progettista dei Creative Commons

Siria: desaparecido Bassel Khartabil, progettista dei Creative Commons

Bassel Khartabil è un ingegnere sirio-palestinese di 31 anni, specializzato in tecnologia e software open source. Il governo del suo Paese ha provveduto all’arresto nei suoi confronti: di Bassel, in carcere dal 15 marzo 2012, giorno in cui ricorreva il primo anniversario del conflitto civile in Siria, non si hanno più notizie. La storia della sua detenzione è breve e sconcertante: viene tratto in arresto con alcuni manifestanti nel quartiere Mazzeh di Damasco. Dal 15 marzo scorso, la famiglia non ha ricevuto alcuna notizia ufficiale sulle procedure d’arresto, né tantomeno sono stati forniti dettagli sulle sue condizioni. Assoluto silenzio su…
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Arabia Saudita, le tagliano la lingua e la incarcerano per un omicidio mai commesso – foto

Arabia Saudita, le tagliano la lingua e la incarcerano per un omicidio mai commesso – foto

“Non sono stata io ad uccidere, no, ma dei malviventi. Il mio datore di lavoro ha continuato a premere affinché io confessassi. Persino i giornali arabi non sono stati imparziali ed hanno gonfiato le notizie. Riportando che io avrei assassinato la vittima, per poi bere il suo sangue”.   Una piccola borgata, a circa due ore di distanza dalla città di quartiere. Una minuscola casetta, un rifugio in legno che appare deserto quando i piedi incedono suo terrazzino. Una donna coperta da un velo marrone ed una veste viola viene accompagnata all’esterno dalla madre, mi invita ad entrare, poi si…
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Ungheria, i detenuti lavorano e creano profitto. Ma per le ong sono “nuovi schiavi”

Ungheria, i detenuti lavorano e creano profitto. Ma per le ong sono “nuovi schiavi”

Una nuova idea di carcere quella messa in atto in Ungheria, dove a Nagyfa è stata allestita una fattoria nella quale vengono fatti lavorare i condannati a pene tra i 3 ed i 6 mesi. L’intento è rimediare al sovraffollamento carcerario e far pagare agli stessi prigionieri le spese di detenzione. I detenuti si dicono soddisfatti. Uno di loro racconta: “Qui abbiamo una sensazione di libertà che difficilmente c'è nelle altre prigioni più chiuse e con una disciplina più rigida. Lì ci si sente isolati dal mondo, qui si ha l'impressione di vivere nella società normale". Al programma sperimentale partecipano 60 detenuti.…
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