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Diciannove giorni in un centro per migranti del Canada

Diciannove giorni in un centro per migranti del Canada

Jennifer e i suoi fratelli hanno visto più cose nella loro breve vita rispetto a quante ne vivranno la maggior parte degli adulti in un'esistenza intera: un conflitto armato, la migrazione forzata, i campi profughi. Eppure mancava la neve. Vestiti con degli ingombranti cappotti invernali che hanno ricevuto all'aeroporto, i bambini fanno le capriole nel cortile innevato dietro al centro di reinsediamento Margaret Chisholm, nella periferia di Calgary. Il loro padre, Fabian, li osserva con un mix di divertimento, incertezza e sollievo. Dopo aver abbandonato il Burundi un decennio fa - per trascorrere anni in un campo profughi della Tanzania - la…
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Dal Salento ai campi Saharawi, nel segno del Rock

Dal Salento ai campi Saharawi, nel segno del Rock

Dall’8 al 22 marzo 9 pugliesi (coordinatori, medici, musicisti e volontari) partiranno verso i campi profughi nei pressi di Tindouf (Algeria) per dare continuità agli interventi di sostegno sociosanitario di un gruppo di bambini Saharawi disabili o affetti da malattie realizzati ormai da 4 anni dall’associazione Tregiriditè onlus di Tricase. Il progetto “Saharawi medical care” è realizzato grazie al contributo dell’Otto per Mille della Tavola Valdese e del partner locale Rio De Oro Onlus. È un viaggio-missione per incoraggiare lo scambio culturale, uno dei tasselli fondamentali dell’esperienza di conoscenza e reciproco scambio che le associazioni Tregiriditè e Zig_listen to diversity…
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I migranti abbandonati in Bulgaria

I migranti abbandonati in Bulgaria

Quando di recente la Serbia ha iniziato a deportare i rifugiati verso la Bulgaria, alcuni di loro si sono ritrovati nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Ovcha Kupel, a Sofia. Jamal Anjuman (tutti i nomi dei migranti sono stati cambiati, ndr), che qualche tempo fa era riuscito a superare il confine per poi essere catturato dalla polizia serba e riconsegnato ai colleghi bulgari, ci ha raccontato di essere stato "arrestato, ammanettato e riconsegnato ai bulgari senza avere spiegazioni. Ora siamo qui senza sapere cosa fare". Il centro di ricezione si trova in un quartiere industriale, dove non è…
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Come ombre sospese

Come ombre sospese

Che cosa significa essere un richiedente asilo nel Regno Unito? Questo è stato il punto di partenza della ricerca di Sam Ivin, giovane fotografo inglese, che è iniziata in un centro di prima accoglienza a Cardiff, in Galles, ed è poi continuata in tutta l’Inghilterra. Il risultato è un libro di ritratti, in cui gli occhi sono stati raschiati via: una volta arrivati nel Regno Unito, questi migranti si trovano a vivere in una sorta di limbo, dovendo attendere notizie della loro richiesta di asilo per mesi o addirittura anni. Diventano dei lingering ghosts, delle ombre sospese. Graffiar via fisicamente…
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(Mala) accoglienza all’italiana

(Mala) accoglienza all’italiana

di Giacomo Pellini Un sistema di accoglienza, quello italiano, che “non funziona, è fonte di business e non è pensato per produrre inclusione sociale”. Insomma, un sistema che andrebbe ripensato “in maniera strutturale”. Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto della campagna LasciateCIEntrare, nata nel 2011 con il fine di monitorare la situazione dei Centri di Identificazione ed Espulsione (Cie) e fare pressione politica per chiederne la chiusura. Tra gennaio e dicembre 2015 alcuni tra attivisti, avvocati, giornalisti e parlamentari hanno visitato 50 Cas, 7 Cara, 7 Cie, 2 Cpsa, 6 centri informali, 4 SPRAR in varie regioni, intervistando i migranti per…
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