Rohingya, Roma alza la testa contro il massacro

Stefano Romano
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Stefano Romano

Fotografo, dal 2009 lavora tra le comunità migranti di Roma. Ha collaborato con il Centro Culturale della Grande Moschea di Roma e con diverse ambasciate. Scrive di intercultura e insegna Fotografia a Roma e in varie città d'Italia.
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Nella buddista Birmania si stanno verificando attacchi contro la minoranza rohingya, di fede islamica; Amnesty International ha documentato omicidi, arresti arbitrari, sparizioni, torture e stupri. Le comunità di Roma sono scese in piazza per far sentire la propria voce


Il 18 settembre ha avuto luogo a Roma, a Piazza Esquilino, alle spalle della Basilica si Santa Maria Maggiore, una grande dimostrazione a sostegno della popolazione Rohingya massacrata da anni in Birmania nel silenzio del suo presidente e premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi e delle varie comunità internazionali.

Promossa dalla Greater Dhaka Association in Italy e dalla Associazione Dhuumcatu, ha avuto il supporto e la partecipazione di molte altre associazioni della comunità bangladese romana, della comunità marocchina, pakistana, egiziana, del GMI – I Giovani Musulmani Italiani di seconda generazione e dei musulmani italiani.

Centinaia di persone, moltissime donne e bambini, per denunciare una strage che non ha fine, tra indicibili torture e annullamento di ogni dignità umana, e anche per chiedere il ritiro del Nobel per chi con la Pace non ha più niente a che fare.


Stefano Romano