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Khaled Khalifa: “Resto in Siria, la scrittura non ha bisogno di un luogo comodo”

Innanzitutto stare in Siria per me è stata una scelta; ho avuto parecchie occasioni per lasciare il paese, ma non l’ho fatto. In realtà il problema di lasciare il paese si poneva già prima quando ero ancora all’università. Posso affermare che la cosa di cui non mi pento è quella di non aver lasciato la Siria. Possiedo solo la scrittura, e amo questo passaporto oggi umiliato. Dopo le ultime tragedie, sento ancora il mio legame forte con la Siria. La scrittura non ha bisogno di un luogo comodo; voglio vivere e morire in Siria.

AP Photo/Geert Vanden Wijngaert

Dalla lotta partigiana alla dittatura, il percorso dell’Eritrea di Afewerki

di Haji Jaber “L’Eritrea non ha bisogno della democrazia importata dall’Occidente, ma è capace di creare un suo modello di democrazia”. Questa era la risposta che aveva sempre ribattuto il presidente Isaias Afewerki, per ben due decenni, alla domanda sulla democrazia in Eritrea. Ultimamente però Afewerki ha dato una risposta diretta e ben diversa, che i

Portrait Omar Havana by Juliette Rousselot

Endurance, il Nepal che rinasce

di Omar Havana Il 25 aprile 2015 un terremoto di magnitudo 7,8 ha devastato il Nepal: quasi 9.000 persone sono morte, più di 22.000 hanno riportato ferite e oltre mezzo milione di case sono state distrutte. Per mesi scosse di assestamento hanno continuato a colpire il paese. Le persone hanno occupato strade e spazi all’aperto nella paura più totale.

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L’asse Varsavia-Sofia contro Unione europea e Russia

di Kamen Kraev* È risaputo che oltre due decenni fa il continente europeo era diviso principalmente tra due blocchi geopolitici rivali: quello “occidentale”, formato dall’EU e dal gruppo nord-atlantico, e quello “orientale”, dominato militarmente ed economicamente dall’Unione Sovietica. Il blocco orientale occupava uno spazio geografico che si estendeva per le pianure del bassopiano sarmatico, fino alla

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Khaled Khalifa: “Resto in Siria, la scrittura non ha bisogno di un luogo comodo”

Innanzitutto stare in Siria per me è stata una scelta; ho avuto parecchie occasioni per lasciare il paese, ma non l’ho fatto. In realtà il problema di lasciare il paese si poneva già prima quando ero ancora all’università. Posso affermare che la cosa di cui non mi pento è quella di non aver lasciato la Siria. Possiedo solo la scrittura, e amo questo passaporto oggi umiliato. Dopo le ultime tragedie, sento ancora il mio legame forte con la Siria. La scrittura non ha bisogno di un luogo comodo; voglio vivere e morire in Siria.

Supporters of Democratic presidential candidate Sen. Bernie Sanders, I-Vt., reach to shake his hand at a rally, Sunday, Aug. 9, 2015, at the Moda Center in Portland, Ore. (AP Photo/Troy Wayrynen)

L’America liberal di Bernie Sanders

di Anthony J. Gaughan – professore associato, Drake University Bernie Sanders non sarà il candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Le flebili probabilità di vittoria sono terminate quando Hillary Clinton ha ottenuto vittorie convincenti nella tornata chiave del 15 marzo. La Clinton ha concluso con un vantaggio insormontabile di più di 700 delegati, una

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Jenny Munro e le menzogne dei bianchi australiani

di Elisa Mele Mi è stato chiesto di votare la donna australiana che durante il 2015 mi ha inspirata maggiormente e in questa occasione son venuta a conoscenza dell’impegno sociale di Donna Jenny Munro. Con traduzione interpretativa la chiamo Donna in quanto gli aborigeni si rivolgono agli anziani e capi gruppo con Zio e Zia

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L’eccidio nel carcere di Monterrey

di C. Alessandro Mauceri L’11 febbraio a Monterrey, in Messico, è scoppiata una rivolta in un carcere in cui erano reclusi molti narcos. Le autorità sono intervenuto prontamente, ma gli scontri alla fine hanno avuto un bilancio pesantissimo: 52 morti e molti feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. La causa dell’intervento delle forze armate

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