Mediterranya, il blog dei giovani scrittori del “Mare Nostrum”

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A volte sono solamente paesaggi, altre volte intere esperienze di vita. Esplorandoli attraverso i racconti spontanei di ragazzi provenienti dalle sponde opposte del Mediterraneo, i tratti di una cultura comune appaiono meno retorici e stereotipati, ed emergono con naturale semplicità. Questo è lo scopo di Mediterranya, il blog letterario nato dall’idea di un gruppo di giovani scrittori provenienti da tutto il Mediterraneo che si sono incontrati per caso a Barcellona in occasione della finale di “A Sea of Words”, il premio letterario internazionale organizzato dallo IEMed (Istituto europeo per il Mediterraneo) e da Anna Lindh Foundation. Il blog raccoglie racconti da Italia, Egitto, Palestina, Israele, Marocco, Siria, Spagna, Grecia, Turchia, e Croazia che parlano di immigrazione, disagio giovanile, vita quotidiana, lotte, ingiustizie e speranza, e tenta di usare la letteratura per andare nel profondo delle culture dei paesi mediterranei e di esaltarne i tratti comuni. Oltre alle sezioni dei fondatori, ne esiste una intera dedicata ai racconti inviati dai lettori, e la speranza di creare una grande comunità di contributor aperta su qualunque tema. L’idea è, una volta raccolto sufficiente materiale, di elaborare una rivista letteraria comune strutturata per argomenti. Eugenio Dacrema, co-fondatore italiano del progetto, ci racconta l’idea del blog.

“L’idea è nata dal nostro incontro a Barcellona nel settembre scorso. Eravamo i finalisti del concorso dello IEMed “A Sea of Words” e abbiamo avuto alcuni giorni di tempo per conoscerci e stringere amicizia. Abbiamo continuato anche in seguito a tenerci in contatto e dopo un po’ l’idea iniziale del blog ha cominciato a concretizzarsi. Ci dispiaceva chiudere la nostra esperienza insieme semplicemente con la finale del premio e volevamo dare continuità alla nostra scrittura insieme. Molti di noi si occupano di letteratura o di rapporti euro-mediterranei anche nella vita di tutti i giorni e questi temi ci sono molto cari”.

Quali sono gli obiettivi di Medirranya?
“Il blog è stato aperto da poche settimane e il progetto che ne è alla base è in evoluzione. Abbiamo avuto una risposta sorprendente dalle persone che hanno iniziato a leggerlo nonostante si tratti di contenuti lunghi e complessi per la media delle pubblicazioni internet. La cosa che ci ha sorpreso di più è che dopo pochissimi giorni le persone hanno iniziato a mandarci spontaneamente i loro racconti. All’inizio non sapevamo come gestirla, l’idea era sempre stata di creare un luogo dove noi fondatori potessimo avere uno spazio comune per scrivere insieme. Però è chiaro che il bisogno di esprimersi attraverso la scrittura e i racconti non è confinato a pochi personaggi strambi come noi. Abbiamo quindi deciso di pubblicare tutte le storie che ci vengono mandate, a patto che i contenuti non risultino potenzialmente offensivi per la sensibilità di alcuni. I criteri li decidiamo di volta in volta tutti insieme in quanto ci siamo accorti di avere sensibilità assai diverse. Ma l’obiettivo è sempre pubblicare il più possibile i racconti di chiunque”.

Quali sono i contenuti dominanti nei racconti?
“Leggendoli uno per uno è evidente che nonostante siano stati divisi per secoli e secoli da diatribe politiche e conflitti, i popoli del Mar Mediterraneo non sono però riusciti a sfuggire ai fondamenti comuni che ne hanno delineato la cultura e i comportamenti, nel bene e nel male. Perfino oggi, in un’epoca in cui da nord e da sud ci guardiamo come se fossimo dei vicini sconosciuti, a uno sguardo più vicino emergono evidenti le caratteristiche che ci accomunano perfino nei risvolti più insospettabili delle nostre culture, e che influenzano fatalmente ciò che siamo oggi, le nostre virtù e, soprattutto, i nostri difetti. Ed è così che la disoccupazione giovanile, la gerontocrazia, la corruzione delle istituzioni, i tabu sociali, il debole mai totalmente sconfitto per il populismo e l’”uomo della provvidenza”, si riscoprono in diverse forme attraversando il Mediterraneo da Est a Ovest, da Nord a Sud. Ma non sono solo i lati negativi che emergono. Attraverso gli stessi racconti traspare anche uno sguardo profondamente umano sul mondo, sulle persone, e la capacità di cogliere e di appassionarsi ai tratti più curiosi e profondi delle proprie società. Mediterranya pubblica volutamente prima di tutto nelle lingue e negli alfabeti originali, e fa un certo effetto vedere uno di fianco all’altro croato, turco, greco, arabo, spagnolo, italiano e ebraico. Fa effetto soprattutto vedere temi simili che si accavallano e che superano divisioni storiche e diffuse nella mentalità comune”.

Avete progetti futuri oltre al blog?
“L’apertura agli altri ci sta fornendo un sacco di materiale in più del previsto che stiamo pubblicando poco a poco. Per questo ci è venuta l’idea di creare una rivista bi o trimestrale che raccolga i racconti di un certo arco di tempo divisi per temi che ci aiuti a dare ordine al progetto. Sulla forma che avrà stiamo ancora lavorando anche perché c’è il grosso nodo delle traduzioni. A noi piace moltissimo l’idea di raccogliere storie scritte in lingue diverse e alfabeti diversi. Ma la lingua comune del blog resta l’inglese. Ognuno di noi traduce i propri racconti ma dobbiamo trovare il tempo di tradurre anche quelli degli altri”.

Mediterranya è anche su Facebook: https://www.facebook.com/mediterranya